Le (poche) donne della storia del prog

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Spesso si ha la percezione che il panorama prog sia composto da soli uomini, ma non è così. Ecco alcune donne che si sono distinte nella storia del prog. 

Pagine e pagine di storia del prog sono costellate da frontmen, batteristi, chitarristi, bassisti e chi più ne ha più ne metta. Si parla spessissimo di musicisti uomini mentre le donne sembrano riservarsi uno spazio più limitato nel panorama progressive.

Ma sono davvero tutti uomini gli artisti che hanno fatto la storia del prog? Ecco alcune delle donne (alcune ancora poco conosciute) che si sono distinte positivamente come artiste.

Barbara Gaskin

Nata a Hatfield (Inghilterra) nel 1950, inizia fin da bambina a esercitarsi al piano e al violoncello e, da ragazza, si fa conoscere in alcuni folk-club della sua zona. Il suo stile subisce un cambiamento piuttosto repentino quando, trasferitasi a Canterbury per studiare nel 1969, si avvicina sempre di più al forte movimento progressive rock che si stava instaurando in quella zona. Ricordiamo che nell'area di Canterbury fra i tardi anni 60 e l'inizio degli anni 70 ci fu un vero e proprio boom di artisti e gruppi musicali vicini alle influenze del prog. Così, la Gaskin iniziò a collaborare come cantante e musicista con alcune delle più famose band prog della zona: gli Egg e i National Health, per citarne alcuni. Inoltre, Barbara fece parte per diversi anni della formazione permanente degli Spyrogira, gruppo folk-prog al quale prestava la voce. 

Donella Del Monaco

La Del Monaco iniziò la sua formazione artistica studiando opera lirica con un approccio molto personale, ricercando la sperimentazione, la contaminazione con la tradizione culturale veneta (sua regione natale) e l'interdisciplinarietà che la portò a unire i suoi studi musicali con quelli riguardanti la filosofia. La contaminazione musicale raggiunse il suo apice quando, nel 1974, fondò lo storico gruppo Opus Avantra. Parliamo di contaminazione poiché il gruppo è conosciuto per aver portato avanti progetti di musica sperimentale, fra il prog e la musica classica e tradizionale con eccellenti risultati. 

Rita Lee

Un'artista a tutto tondo, Rita Lee è una cantante e musicista ma anche attrice, scrittrice e conduttrice televisiva brasiliana. In ambito musicale è famosa per aver fatto parte della formazione della band brasiliana Os Mutantes prima di intraprendere la carriera come solista. Assieme agli Os Mutantes, Rita Lee si è fatta riconoscere come esponente del movimento tropicalista, una corrente nata negli anni 60 in Brasile che riunisce diversi ambiti artistici fra i quali poesia, teatro e musica e che si concretizzò nelle opere degli Os Mutantes con una vena particolarmente progressiva che si sviluppò soprattutto negli ultimi album che Rita registrò con la band. 

Julie Tippetts

Nata Julie Driscoll è particolarmente conosciuta per le sue famose cover di Bob Dylan e dei Doors, rispettivamente This Wheel's On Fire e Light My Fire, pubblicate negli anni 60. Julie Tippetts si cimentò anche nello sviluppo di una propria visione della musica prog, in questo caso indissolubilmente legata al jazz per via di influenze presenti nella vita privata della cantante (sposata con un musicista jazz) e per via della sua voce soul molto potente che le permise di incidere alcune cover di brani della regina del gospel Aretha Franklin. Si fa strada nell'ambito della musica sperimentale con i suoi album da solista

Sophya Baccini

Parliamo di un'altra artista che ha iniziato la sua carriera musicale avvicinandosi alla musica lirica e al blues studiando pianoforte sin da bambina. Inizia la sua sperimentazione con la musica prog grazie a molte collaborazioni con artisti come Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso, con gli Osanna e con i Delirium, entrambe band di rock progressivo particolarmente attive negli anni 70. Negli anni 90, Sophya inizia la sua sperimentazione con i Presence, gruppo dark progressivo del quale è cofondatrice.

Queste sono solo alcune delle donne che hanno scritto la storia del genere, perché è importante e giusto ricordare che il mondo del prog non è fatto da soli uomini

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