Le 5 cose che (forse) non sapevate su De André

fabrizio de andré

Dal soprannome al rapporto con la fede, ecco alcune curiosità sul cantautore genovese.

Forse per via della sua celebre timidezza (o più semplicemente riservatezza), Fabrizio De André non amava stare sotto ai riflettori e tutto ciò ha contribuito a creare una sorta di alone di mistero attorno alla sua figura e alle sue opere. Dunque, cerchiamo di sbrogliare qualche matassa e chiamiamo a rapporto tutti i fan di Faber: conoscete queste cinque curiosità su di lui?

1. Il soprannome 

De André è ampiamente conosciuto dal grande pubblico anche con il soprannome di Faber che spesso viene erroneamente creduto un semplice diminutivo del nome del cantautore genovese. In realtà, nonostante per assonanza ricordi il suo nome, Faber fu un giocoso soprannome attribuito a De André dall'amico di gioventù Paolo Villaggio che prendeva in giro il cantautore per via del suo amore per i pastelli della Faber-Castell, la famosa marca di prodotti di cancelleria. 

2. L'ispirazione dietro a Valzer per un amore

Si tratta del lato A del famoso sesto 45 giri di De André pubblicato nel 1964, e il cui lato B è costituito da La canzone di Marinella che, qualche anno più tardi, l'avrebbe portato al successo. Esiste una storia molto romantica dietro alla composizione di Valzer per un amore: pare che il padre di Fabrizio, per rendere meno duro il parto alla moglie, avesse messo sul giradischi di casa SUITE SICILIANA del compositore Gino Marinuzzi. Sembra proprio che il piccolo Fabrizio vide la luce mentre risuonavano le note di Valzer campestre, il pezzo più famoso dell'opera. Così, molti anni dopo, De André si ispirò proprio a quel brano che l'aveva visto nascere per comporre Valzer per un amore

3. Il rapporto conflittuale di De André con la religione

Il rapporto di Faber con la religione è di difficilissima definizione: sarebbe sbagliato definirlo ateo così come sarebbe sbagliato definirlo credente. La fede è un tema tanto presente nell'opera del cantautore genovese quanto ambiguo, dato che la presenza di una dimensione superiore viene sempre trattata con distacco rispetto alla fede concepita in maniera classica e all'istituzione della chiesa. Forse sarebbe più giusto pensare che De André riponesse la sua fede nell'uomo, come lui stesso affermò poco dopo il rapimento che lo vide protagonista assieme alla compagna Dori Ghezzi nel 1979

Durante il rapimento mi aiutò la fede negli uomini, proprio dove latitava la fede in Dio. Ho sempre detto che Dio è un'invenzione dell'uomo, qualcosa di utilitaristico, una toppa sulla nostra fragilità... Ma, tuttavia, col sequestro qualcosa si è smosso. Non che abbia cambiato idea ma è certo che bestemmiare oggi come minimo mi imbarazza.

4. L'amicizia con Paolo Villaggio e la creazione di Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers

Di primo acchito possono sembrare due personalità inconciliabili, eppure, come accennavamo, l'amicizia di De André con l'attore e comico fu solida e duratura. I due non avevano in comune la sola città di origine (Genova) ma anche uno spirito ribelle che si manifestò sin dagli albori della loro conoscenza avvenuta verso la fine degli anni 40 mentre erano entrambi in vacanza a Cortina. Insieme, in un ozioso pomeriggio del novembre 1962, quando ancora la fama non li aveva investiti in pieno, scrissero insieme Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, brano dal sapore ironico che che riporta allo status di uomo terreno una figura di grandissima rilevanza storica come quella di Carlo Martello. 

5. La canzone di Marinella cantata da Mina

Fu il pezzo che accese i riflettori su De André quando, nel 1967, venne interpretata da Mina e apprezzata moltissimo dal pubblico. La ballata, ispirata a un fatto di cronaca del tempo, non segnò solo i primi anni di celebrità di De André ma, nella versione in duetto con Mina, fu protagonista anche di MI INNAMORAVO DI TUTTO, l'ultima antologia pubblicata dall'artista nel 1997, prima della prematura scomparsa. 

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