Concerti, dal 15 giugno si riparte anche in Italia: le regole

L’ultimo DPCM ha stabilito la riapertura anche dei concerti per il prossimo 15 giugno. Ecco le linee guida da seguire.

La tanto attesa riapertura toccherà anche il mondo della musica. A partire dal prossimo 15 giugno, infatti, potranno ricominciare i concerti. Un momento sicuramente tanto atteso, soprattutto considerando che in molti avevano manifestato dubbi sulla possibilità di riaprire questo genere di manifestazioni prima del 2021. Il momento è stato anticipato, ma è necessario seguire alcune linee guida per mantenere la vostra e l'altrui sicurezza, evitanto così di provocare un passo indietro alla curva dei contagi.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entrerà in vigore da domani (18 maggio), ma regioni e province autonome potranno modificare la data della riapertura in base alle singole esigenze e al numero di contagi, sia anticipando che posticipando. Ricordiamo che a oggi, per quanto i numeri siano in netto miglioramento, regioni come la Lombardia e il Piemonte continuano a registrare un numero consistente di casi rispetto al resto dell'Italia.

Le linee guida per la riapertura

Il “via” riguarderà:

Spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

E non riguarderà:

Attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

Ricordiamo inoltre che, per garantire la sicurezza di tutti gli spettatori, non potranno riaprire quei luoghi che non potranno rispettare le disposizioni ministeriali:

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto.

Distanziamento sociale

I concerti avranno luogo solo se sarà possibile garantire posti a sedere pre-assegnati e distanziati di un metro (sia tra gli spettatori, sia per il personale). Inoltre anche tra gli artisti dovrà essere mantenuto il distanziamento. Per gli spettacoli all'aperto, il numero massimo di partecipanti sarà 1000, mentre per quelli in luoghi chiusi sarà 200. Per garantire il mantenimento delle distanze sarà necessario applicare un segnaletica, regolamentare l’utilizzo dei servizi igienici e limitare i pagamenti in contanti (soprattutto per la vendita dei biglietti verrà preferita la modalità elettronica).

Temperatura corporea

Oltre alla distanza sociale, ci saranno ulteriori norme da seguire. Sarà necessario misurare la temperatura corporea a tutti (spettatori, artisti, lavoratori) e sarà ovviamente impedito l’accesso a coloro la cui temperatura supererà i 37,5 °C.

Dispositivi di protezione individuale

Chiaramente sarà obbligatorio l'impiego di mascherine per tutti gli spettatori. Inoltre, anche gli addetti ai lavori dovranno indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherine).

Locali e sanificazione

I locali, soprattutto quelli al chiuso, dovranno essere periodicamente sanificati e dovranno garantire un'adeguato ricambio d’aria.
Questi luoghi dovranno inoltre, come parrucchieri ed estetisti, rendere disponibili sistemi per la disinfezione delle mani. Come possiamo immaginare, non sarà possibile consumare o vendere cibi e bevande.

Chiaramente, il rispetto e l'adozione di queste norme potrà essere complicato e ritenuto ingiusto da molti. Ma ricordiamo che a oggi il Coronavirus ha provocato la morte, solo in Italia, di quasi 32.000 persone. Si riparte quindi, ma questo non significa che si potrà tornare alla normalità, perché la situazione epidemiologica NON è ancora normalizzata. Dovremo necessariamente imparare a convivere con queste regole per la nostra salute e per rispetto verso chi ci circonda.

L'adozione di queste norme, lontana dall'essere risolutiva, è comunque un buon compromesso rispetto a una ripresa delle attività nel 2021 e permetterà, anche se solo in piccola parte, di riprendere le attività per il mondo della musica, duramente colpito da questa crisi. In particolare, queste norme potrebbero aiutare gli artisti minori, i locali più piccoli e coloro che, già normalmente, avrebbero avuto un numero più contenuto di spettatori

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