Joe Cocker e la storica amicizia con Zucchero

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Александр Вепрёв https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Joe_Cocker_Sochi_2011.JPG

Una voce roca e uno stile inconfondibile. Joe Cocker ha lasciato un segno non solo nel rock, ma anche nel cantautorato italiano. Per Zucchero, idolo e amico.

Nasceva il 20 maggio 1944 la voce che aveva incantato Woodstock. Una voce, quella di Joe Cocker, divenuta celebre soprattutto per le sue rivisitazioni di canzoni famose.

I Beatles lo avevano amato. Quando Joe eseguì infatti in chiave soul la loro With a Little Help from my Friend, leggenda narra che i Fab Four mandarono un telegramma per congratularsi con lui, mentre Paul McCartney disse che quella di Joe era “chiaramente la versione definitiva della canzone”. Piccola chicca: alla chitarra, c'era anche Jimmy Page

La carriera di Joe conobbe fasi alterne. Realizzò un live album chiamato MAD DOGS AND ENGLISHMEN, contenente le sue interpretazioni di classici del rock e del folk originariamente composti dai Rolling Stones, da Bob Dylan, dai Ray Charles, per Cocker innegabile fonte di ispirazione. Ma il cantante si smarrì presto tra droghe e alcool, che gli valsero il triste soprannome di “Mad Dog”.

Fu il cinema a riportarlo in auge, nella prima metà degli anni Ottanta, con la splendida colonna sonora di 9 settimane e mezzo e Up Where we Belong, duetto con Jennifer Warnes per il film Ufficiale e gentiluomo, che valse a Cocker un Oscar e un Grammy. 

Fu proprio in questo periodo che Joe conobbe Zucchero Fornaciari. L'artista emiliano l'aveva amato fin da ragazzo, l'aveva studiato fino a copiarne le movenze. L'aveva considerato addirittura un fratello maggiore, tanto da usare, se lo si intervista ancora oggi, il termine "simbiosi". Perchè quello era il suo rapporto con Cocker.

L'ho sempre seguito, l'ho sempre adorato, ho sempre detto di voler essere come lui... È qualcosa che non riesco a spiegarmi, certamente perché anch'io volevo fare quella musica lì, di solito destinata ai neri, e lui fu l'unico bianco che rese grande quel modo di cantare il soul, il blues, il rock.

Per il suo idolo, che dopo una storia di cadute, aveva avuto la forza di rialzarsi, Zucchero aveva scritto anche una canzone: Nuovo, meraviglioso amico, contenuta nel disco RISPETTO (1986)

Oh oh oh...
Oh che la musica prende fuoco
Hey nuovo meraviglioso amico
Oh mi hanno detto che eri finito
E invece no.

Quando Zucchero ebbe modo di conoscere Cocker, a Roma, stette male dall'emozione. Gli fece ascoltare il suo brano. E i due divennero grandi amici

L'artista britannico venne infatti ospitato da Zucchero a Viareggio, Rimini e Napoli, durante il Blue's Tour del 1987 e nel corso dell'Oro, Incenso e Birra Tour del 1989.

Infine, quando Zucchero partecipò al festival di Woodstock del 1994, tenutosi per commemorare il venticinquesimo anniversario dell'originale manifestazione, il promoter Michael Lang si premurò che il suo camerino fosse proprio accanto a quello di Joe: collega, amico, idolo indiscusso.

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