10 casi di canzoni colpite dalla censura (parte I)

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Dai Beatles a Olivia Newton-John, la storia della musica è piena di esempi di brani che sono passati sotto il controllo rigido della censura. Eccone alcuni. 

Si sa, la censura ha colpito in passato e spesso continua a colpire tuttora molti campi del sapere e dell'intrattenimento: dall'editoria alla stampa, passando per il cinema e la televisione fino ad arrivare alla musica. Non si tratta solo di censura voluta da un regime totalitario ma anche di repressione di un'idea non omologata al pensiero comune, di mitigazione di toni ritenuti troppo offensivi per la morale pubblica o di omissione di parole e frasi scomode per un individuo singolo o una categoria di individui. Vi abbiamo parlato in questo articolo dell'esordio censurato di Mia Martini.

Nella musica si può parlare di censura (o spesso di autocensura) in una forma molto lieve prendendo in considerazione le versioni "per la radio" di moltissimi brani famosi: delle versioni dai toni più pacati, senza riferimenti espliciti a violenza o sesso (temi considerati sensibili per un'ampia fetta di pubblico) e senza parolacce

Ma queste versioni più politicamente corrette create ad hoc per i palinsesti radiofonici non sono l'unico modo in cui la censura si esprime in musica. Eccone qualche altro esempio. 

Lucy in the Sky With Diamonds dei Beatles

Quando questo classico della band di Liverpool venne pubblicato nel 1967 come parte del magnifico (e controverso) SGT. PEPPER'S LONELY HEART CLUB BAND, la BBC non ne fu entusiasta: già a un primo ascolto è chiaro che il testo della canzone e l'atmosfera quasi onirica ricreata dalla melodia possano far pensare a un trip da LSD.

Per cercare di fugare ogni dubbio sulla presenza di riferimenti a droghe sintetiche nel testo della canzone, John Lennon dichiarò che l'ispirazione per il pezzo gli arrivò da un disegno fatto dal figlio Julian che rappresentava una sua compagna di classe, appunto, la Lucy del titolo. Nonostante le spiegazioni, la BBC non cambiò idea e proibì la messa in onda del brano

Judas di Lady Gaga

Non è difficile intuire il perché di un possibile accanimento nei confronti della canzone: i riferimenti religiosi espliciti uniti al tipico tono trasgressivo di Lady Germanotta potrebbero far infuriare i più pudici fra gli ascoltatori. Ironia della sorte (o più probabilmente mossa di marketing azzeccata) il brano venne pubblicato come singolo nel 2011, proprio nel periodo di Pasqua.

In Libano, le autorità non furono divertite dall'ironia di Lady Gaga e bandirono Judas dalle stazioni radio mentre la polizia iniziò a sequestrare ogni copia dell'album dal quale il pezzo è estratto, BORN THIS WAY, appena questa arrivava all'aeroporto di Beirut. 

My Generation dei The Who

Sempre la BBC non si trovò in linea con il pezzo del 1965 della rock band. Questa volta, però, non furono riferimenti non condivisi a mettere sul piede di guerra la BBC ma la balbuzie ostentata dal frontman del gruppo Roger Daltrey in alcune parti del pezzo. Per quale motivo? Pare che, secondo la BBC, la canzone avrebbe potuto offendere la fetta pubblico all'ascolto con comprovati problemi di pronuncia. Nonostante ciò, dopo l'enorme successo raggiunto dalla canzone, la BBC decise di sotterrare l'ascia di guerra e iniziò a trasmettere My Generation più volte al giorno.

Physical di Olivia Newton-John

Tutti abbiamo canticchiato questa hit della star di Grease almeno una volta sotto la doccia o in coda in macchina. Ma sapevate che appena uscita, nel 1981, Physical è stata bandita da molte stazioni radiofoniche dello Utah (stato nel sudovest degli USA) perché ritenuta troppo volgare per via dei riferimenti sessuali nel testo? 

Lola dei The Kinks

Altro caso di censura da parte della BBC che partì quando la rock band londinese pubblicò il proprio singolo del 1970 e non per sottrarsi alle critiche del pubblico conservatore all'ascolto – dato che la Lola della canzone si rivela essere un uomo – ma perché, nel testo, si fa esplicito riferimento alla Coca Cola il che andava contro la linea editoriale della BBC del tempo, che non era favorevole ai product placement. Un caso di censura di una copertina da parte della Coca Cola lo troviamo in PERMANENT WAVES dei Rush, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo

Blurred Lines di Robin Thicke featuring T.I. & Pharrell

È vero, appena uscito (nel 2013) il video del brano aveva fatto scandalo per via della parziale nudità e l'apparente staticità delle ragazze ritratte. Ma la canzone? Venne bandita nel Regno Unito da decine e decine di unioni studentesche per gli stessi motivi che hanno portato molti a criticarne il video: l'approccio misogino.

Fuck Tha Police dei N.W.A.

Per chi non li conoscesse, i Niggaz Wit Attitudes sono stati fra i maggiori esponenti del gangsta rap negli Stati Uniti, quel sottogere dell'hip hop che si basa su racconti di vita di strada, di degrado cittadino, criminalità e imperniato sulla figura del gangster, appunto. Così, tutto in Fuck Tha Police suggeriva che non potesse essere trasmessa in radio, a partire dal titolo fino ad arrivare all'uso di parolacce e linguaggio violento nel testo del brano. In effetti, la canzone non vide diffusione radiofonica tranne che in Australia dove, la stazione radiofonica Triple J la mandò in onda per sei mesi finché l'Australian Broadcasting Corporation (la principale società pubblica di diffusione radio-televisiva australiana) non la bandì. Al che, in segno di protesta, la Triple J mandò in onda un altro pezzo dei N.W.A., Express Yourself, per 24 ore consecutive.

I Want to Break Free dei Queen

In questo caso le testimonianze non sono certe: c'è chi dice che il video della canzone-simbolo dei Queen sia inizialmente stato bandito da MTV (emittente che, effettivamente, si era già rifiutata di mandare in onda il video di qualche anno prima di Body Language ritenuto troppo "sconcio") mentre altri raccontano il contrario. In ogni caso, ci furono effettivamente molte emittenti statunitensi che si rifiutarono di mandare in onda il video di I Want to Break Free perché ritenuto inappropriato e "troppo omosessuale".  

Greased Lightning di John Travolta

Un'altra ex star di Grease posta sotto l'occhio inquisitore della censura e, questa volta, proprio per una canzone tratta dal musical del 1978 di cui fu protagonista. Parliamo di Greased Lightning cantata da Danny Zuko, alias John Travolta, la cui versione originale non venne accettata in radio poiché conteneva alcune parole considerate offensive come nel verso "It ain't no shit" tagliato nella versione per la radio.

Love to Love You Baby di Donna Summer

Dopo aver pubblicato la sua hit del 1975, Donna Summer fu pesantemente criticata per via dei numerosi orgasmi simulati durante la registrazione del pezzo. Così, nonostante le discoteche anni 70 contribuirono a far raggiungere a Donna Summer la fama sperata, le radio si rifiutarono di mandare in onda Love to Love You Baby. Parliamo della stessa artista che si trasformò in una specie di Cenerentola nell'album di cui vi abbiamo parlato qui.  

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