Omar Pedrini dei Timoria: il cantautore che ha reso rock la lingua italiana

Omar pedrini timoria

In un'epoca nella quale il rock era solo anglofono, Omar Pedrini con i suoi Timoria ha aperto la strada a un nuovo rock tutto italiano. Vi raccontiamo come. 

A metà anni 80 era difficile cantare in italiano in un contesto rock. Ti guardavano come se fossi un alieno e pronosticavano scarso successo e relativa vita grama e fatta di stenti. Ma noi siamo testardi.

Così si esprimeva Omar Pedrini, voce e chitarra dei Timoria, durante un'intervista del 1995. Le occasioni per dimostrare la propria testardaggine non sono certo mancate alla band che – dall'anno della formazione a Brescia (1986) fino al 2003, anno di scioglimento – hanno fatto molta strada. Fra dischi d'oro e partecipazioni a Sanremo si sono creati un proprio spazio personale a colpi di alternative rock in un'ambiente nel quale il rock veniva spesso visto come prerogativa di artisti anglofoni o, in caso contrario, di musicisti poco ambiziosi

Per i Timoria, invece, fu chiaro fin da subito che il progetto fosse quello di portare al proprio pubblico brani rock scritti in italiano. Dal canto suo, dopo un primo momento di straniamento, il pubblico iniziò ad apprezzare ampiamente il lavoro della band bresciana e a ricompensare Pedrini e soci con accoglienze calorose agli eventi live e con il raggiungimento di obiettivi di vendite importanti (per quanto, almeno inizialmente, i Timoria si rivolgessero ancora a un pubblico di nicchia). 

Poi, verso la fine degli anni 80, ecco scoppiare il successo: il raggiungimento del primo posto a un prestigioso concorso per band emergenti fa guadagnare ai Timoria un consenso ancora maggiore che culminerà, nell'aprile del 1990, con la pubblicazione del primo album, COLORI CHE ESPLODONO. Qui sotto, il singolo estratto dall'album, Milano (non è l'America), per il quale venne registrato il primo video della band. 

Da quel momento in poi, la carriera dei Timoria sarà in ascesa e, come accennavamo, consentirà al gruppo di mettere a segno diversi colpi fra cui diversi tour che videro la partecipazione di un altissimo numeri di fan, la fatidica partecipazione al Festival e molti album ben riusciti.

Ci lasciamo con una piccola curiosità proprio su uno di questi album: parliamo di 2020 SPEEDBALL, pubblicato nel 1995, la cui azione si situa proprio durante l'anno corrente, come dice il titolo, in una società distopica nella quale la realtà virtuale è la nuova droga (la speedball del titolo) e l'uomo, avendo distrutto la terra, deve necessariamente trovare un modo di colonizzare un altro pianeta. Se non l'avete mai ascoltato questa è l'occasione giusta per farlo. 

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