Quella volta in cui Stephen Hawking prestò la voce ai Pink Floyd

Stephen Hawking amava i Pink Floyd. E l'affetto, a quanto pare, era ricambiato. David Gilmour scelse infatti di far "cantare" all'astrofisico ben due brani.

Una volta, da giovane, il celebre astrofisico Stephen Hawking vide i Pink Floyd in concerto. Non avrebbe mai nemmeno lontanamente immaginato, allora, di poter prendere parte a una canzone del gruppo.

Eppure, nel 1994, i fan dei Pink Floyd si chiesero, ascoltando THE DIVISION BELL, se la voce meccanica inserita all'interno di Keep Talking non fosse proprio quella del famoso professore britannico. La canzone a cui facciamo riferimento è la nona traccia di THE DIVISION BELL, album controverso e forse eccessivamente criticato.

Il brano ha come tema centrale la perdita e il ritrovamento della felicità dell'uomo durante la sua vita. Ai vari suoni udibili all'inizio segue l'entrata della campana, il piano, le percussioni, l'orchestra e la chitarra classica. La prima voce che emerge non è quella di Gilmour ma una voce robotica, quasi telefonica. È proprio quella di Stephen Hawking, tradotta da quel sintetizzatore vocale che lo aiutava a esprimersi dopo la perdita delle capacità fonatorie seguita a un intervento a metà degli anni 80.

For millions of years mankind lived just like the animals
Then something happened which unleashed the power of our imagination
We learned to talk.

Le parole di Hawking sono tratte da uno spot pubblicitario lanciato l'anno prima dalla British Telecom Services. L'azienda inglese si era servita della voce dell'astrofisico per veicolare l'idea che i maggiori successi della razza umana siano stati ottenuti grazie alla capacità di comunicare.

Gilmour rimase conquistato dallo spot, tanto da definire il breve discorso di Hawking come "il più potente discorso che ho mai sentito in una pubblicità in tv". E non a caso scelse di inserirne una parte in un brano come Keep Talking.

La voce dello scienziato si incastra infatti perfettamente tra le psichedeliche sonorità della band, all'interno di uno dei pochi brani in cui Gilmour esegue un assolo con la Talk Box. Un apparecchio particolare, per chi non lo sapesse, una sorta di "tubo parlante" collegato allo strumento che permette al cantante di modificare il suono della propria voce mediante i cambiamenti di forma della bocca e la posizione della lingua.

Talk Box e sintetizzatore di Hawking diventano così un tuttuno, naturale e meccanico al tempo stesso.

Il geniale cosmologo Stephen Hawking compare anche nei crediti del disco THE ENDLESS RIVER del 2014, primo album pubblicato dopo la morte del tastierista Richard Wright e terzo dopo l'abbandono di Roger Waters.

Un viaggio quasi interamente strumentale, forse poco convincente ma comunque di grande fascino.

La quattordicesima traccia dell'opera, dedicata a Hawking fin dal titolo (Talkin’ Hawkin'), riprende un'altra parte di quel discorso pronunciato nello spot televisivo del 1993, facendole risuonare tra i sintetizzatori di Richard Wright e la chitarra di Gilmour.

Ve le riportiamo in traduzione, per apprezzarle appieno.

La parola ha consentito la comunicazione delle idee, rendendo gli esseri umani capaci di lavorare insieme per costruire l'impossibile.
Le più grandi conquiste dell'umanità sono venute parlando.
Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà nel futuro.
Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono illimitate.
Tutto ciò che dobbiamo fare è assicurarci di continuare a parlare.

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