Topper Headon: dal licenziamento al perdono dei The Clash

topper headon

Quando nel 1982 il batterista dei The Clash venne licenziato dalla band cadde in un circolo vizioso che l'avrebbe portato all'autodistruzione, se non fosse stato per una nuova presa di coscienza...

Topper Headon, nato Nicholas Bowen Headon, era all'apice della sua carriera come batterista dei The Clash – la punk-rock band che iniziò a infiammare i palchi londinesi (e non solo) nella seconda metà degli anni 70 – quando qualcosa andò storto e mise fine al suo sogno. 

Headon iniziò la sua carriera come batterista con diverse esperienze importanti, datò che, con le sue band dell'epoca, aprì concerti di gruppi di spicco del panorama musicale britannico (come i Supertramp) e statunitense (come i Temptations).

Nel 1977 un giovane Headon guardava alla scena punk-rock britannica con occhi sognanti. La sua ambizione lo portò a entrare in uno dei gruppi emergenti di quel periodo, che si apprestava a rivaleggiare con i Sex Pistols, gli idoli punk più in voga del momento. Parliamo, ovviamente, dei The Clash

Quando Headon entrò nel gruppo, i The Clash erano già una band da circa un anno e si trovavano in difficoltà per mancanza di un batterista dato che, nell'aprile del 1977, l'allora batterista Terry Chimes decise di lasciare il progetto (nuovamente) per via di incongruenze con gli altri membri del gruppo

I The Clash, già al centro dei riflettori della nuova scena punk, iniziarono un'estenuante ricerca di un batterista che fosse all'altezza di suonare con loro e che ne condividesse le idee. Stando alle stime di Joe Strummer, le audizioni per un nuovo batterista coinvolsero praticamente chiunque avesse una batteria a Londra, ma diedero scarsi risultati finché non arrivò Topper Headon che, dal canto suo, non vedeva l'ora di fare parte della band e, anche se inizialmente l'aveva vista solo come un trampolino di lancio, si rese presto conto delle potenzialità che avrebbe potuto sfruttare restando con loro. 

Così, iniziò il suo percorso durato circa cinque anni, nei quali collaborò alla versione per il mercato statunitense dell'album d'esordio della band e a quattro album in studio, compreso l'iconico LONDON CALLING del 1979, la cui title track fu una vera e propria rivelazione sia in patria che oltreoceano. 

Notevole anche il lavoro di Headon in un altro cavallo di battaglia della band, Rock the Casbah, terzo singolo estratto da COMBAT ROCK (1982), per il quale Headon compose la maggior parte della musica. Si devono a lui le parti di piano, batteria e basso del brano.

Purtroppo, la permanenza di Headon all'interno del gruppo non fu sempre facile e si concluse piuttosto bruscamente quando, nel maggio del 1982, venne licenziato per via del suo sempre crescente abuso di eroina. In particolare, fu proprio Joe Strummer a dargli la notizia del licenziamento, ovvero colui che l'aveva così fortemente voluto nella band per via dell'energia che riusciva a sprigionare sul palco

L'uscita dal gruppo fece partire una spirale negativa che aggravò ulteriormente la sua già seria dipendenza, anche per via di un senso di rivalsa nei confronti degli ex compagni, per dimostrare che quello che avevano visto non era nulla e avrebbe potuto fare molto peggio.

Dopo anni bui, però, Headon riuscì a rialzarsi e con la mente lucida ebbe il tempo di riflettere sull'accaduto:

Joe non mi avrebbe licenziato se non fossi stato enormemente dipendente dall'eroina, distruggevo le stanze d'hotel, vomitavo, mi presentavo in ritardo alle prove.

Così, dopo tanti anni (e diversi periodi di rehab), Headon non solo ha perdonato la sua ex band ma ha compreso fino in fondo le motivazioni dietro a una decisione sofferta da entrambe le parti ed è stato pronto a ripartire, a liberarsi dal rimorso e dal fardello della droga. L'artista ha iniziato a fare del bene, promuovendo, per esempio, la sensibilizzazione verso la prevenzione dell'Epatite C, malattia che lui stesso si è trovato a fronteggiare e vincere, diventando la dimostrazione vivente che da percorsi lungamente sofferti possono nascere anche delle cose positive. 

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