La canzone dei Sex Pistols che sopravvisse ad arresti e censure

Il 31 maggio 1977 il secondo singolo dei Sex Pistols venne bandito dalla BBC perché brano di "cattivo gusto". Era solo l'inizio di una lunga controversia.

Non ci sono molte canzoni scritte davanti a un piatto di fagioli al forno a colazione che hanno diviso a tal punto una nazione e forzato un cambiamento nella cultura popolare.

Così avrebbe detto John Lydon, noto anche come Johnny Rotten, trent'anni dopo l'uscita della sua God Save the Queen. Per gli iconici Sex Pistols, Lydon scrisse diversi pezzi che diedero motivo di scandalo e scompiglio in tutta la società britannica. E il secondo singolo della band, pubblicato il 27 maggio del 1977, può essere a tutti gli effetti considerato come uno dei brani più controversi della storia della musica.

Rilasciata in concomitanza con il Giubileo d'Argento della Regina Elisabetta II, God Save The Queen è stata segnata dallo scandalo, come del resto il manager dei Sex Pistols, Malcolm McLaren, aveva predetto.

I membri del gruppo hanno sempre negato il collegamento tra la canzone e il venticinquesimo anniversario del Regno, tanto è vero che il singolo avrebbe dovuto intitolarsi almeno inizialmente No Future. Ma forse fu proprio quell'occasione a dare al brano, irriverente come non mai, la fama che ancora oggi si merita.

Dio salvi la regina - God Save the Queen è l'inno nazionale inglese. Un inno legato al passato, un passato di immobilismo e monarchia, bersaglio perfetto per un gruppo che voleva demolire tutto l'ordine costituito, "istituzioni fasciste" comprese.

God save the queen
The fascist regime
They made you a moron
Potential H-bomb.

God save the queen
She aint no human being
There is no future
In England's dreaming.

Mentre alcuni giornali accusavano i Sex Pistols di tradimento e chiedevano la loro impiccagione pubblica, la BBC si dimostrò più moderata nella sua condanna. Etichettò infatti il testo come un esempio di "cattivo gusto grossolano" e, il 31 maggio 1977, la bandì dalle trasmissioni.

Alcuni grandi rivenditori di dischi come Woolworth, inoltre, si rifiutarono di vendere il singolo. Nonostante ciò, God Save the Queen ottenne un successo clamoroso, tanto da raggiungere il secondo posto della classifica UK Singles Chart e vendere, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, oltre 150 mila copie al giorno.

Una settimana dopo il bando della BBC, i Pistols decisero inoltre di far sentire la loro esecuzione dal vivo al mondo intero. Così, si presentarono su una barca direttamente alla celebrazione del Giubileo d'Argento della Regina d'Inghilterra. L’idea? Fare una serenata a Sua Maestà, proprio di fronte al palazzo di Westminster.

Mentre la barca passava davanti al Parlamento, lungo il Tamigi, John Lydon, Steve Jones, Paul Cook e Sid Vicious, che aveva appena sostituito Glen Matlock al basso, presentarono all'autorevole pubblico Anarchy in the UK, Pretty Vacant, No Feelings e, naturalmente, God Save the Queen.

Il risultato? La polizia cercò in ogni modo di fermare l'esibizione e, quando la barca attraccò, arrestò oltre dieci persone. Dietro le sbarre, finì anche Michael McLaren, il noto produttore, che si distinse per aver urlato, in classico stile Sex Pistols: "Fottuti bastardi fascisti del cazzo!"

La ribellione era appena cominciata. Nel corso della sua carriera quarantennale, Lydon si è infatti reso spesso protagonista di esternazioni provocatorie nei confronti della famiglia reale inglese.

Per quanto riguarda il brano, invece, questo sopravvisse alla sua storia travagliata, tanto da aggiudicarsi un posto nella classifica delle cinquecento canzoni più ascoltate di tutti i tempi

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