James Shaffer dei Korn e l’incidente che lo portò a suonare la chitarra

James "Munky" Shaffer dei Korn prese in mano una chitarra dopo un brutto incidente che gli ferì una mano. Ecco come vinse questa sfida con se stesso. 

L'avventura di James Shaffer con la chitarra iniziò dopo un avvenimento inatteso: da giovanissimo, il chitarrista si tagliò una falange in un incidente con la sua motocicletta e dovette svolgere un periodo di riabilitazione della mano ferita. Fu così che decise di provare a suonare la chitarra per allenare la mano ferita, un po' come se fosse una sfida con se stesso. Una sfida vinta alla grande. 

Verso la fine degli anni 80, la sua avventura iniziò a farsi sempre più interessante. Insieme a Reginald Arvizu e David Silveria, Shaffer – con lo pseudonimo di Munky  fondò i Korn. Da quel momento in poi, la band californiana avrebbe scritto la storia come iniziatrice di un genere poco frequentato a quel tempo: il nu metal, che porteranno verso vette altissime. 

Il gruppo iniziò la carriera col botto: dopo una demo registrata e fatta circolare fra gli addetti ai lavori, e dopo aver firmato il loro primo contratto con un'etichetta discografica, nell'ottobre del 1994 pubblicano il loro primo album in studio, KORN, appunto. Nonostante le tematiche trattate nei pezzi fossero particolarmente dure da affrontare e da proporre al grande pubblico (abuso di droghe, bullismo, abuso su minori), il disco ebbe un enorme successo, raggiungendo la vetta delle classifiche sia negli States che in svariate altre parti del mondo, come la Nuova Zelanda, dove si piazzò fra primi dieci album più venduti. KORN viene addirittura considerato da molti come l'album che diede il via al genere nu metal, posizionandosi tra l'altro al trentesimo posto della classifica di «Rolling Stone» dei cinquanta migliori album metal di sempre

Durante le registrazioni pare che i membri della band fossero completamente in sintonia, tanto che Shaffer e Welch (o Head come è comunemente conosciuto dai fan dei Korn) si trovavano in studio a improvvisare dei riff di chitarra dal sound esplosivo ai quali si accodavano anche gli altri membri, in particolare Reginald Arvizu (o Fieldy) che ci costruiva sopra un'altrettanto potente linea di basso

La stessa rivista riporta una citazione tratta da un'intervista a Shaffer riguardo alle tecniche di registrazione dell'album:

Stavamo cercando di suonare come se un DJ avesse remixato le nostre chitarre.

Un sound completamente nuovo che li avrebbe designati come pionieri del nu metal e che, ancora oggi, spinge molti artisti a ispirarsi a loro. 

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