La guerra fredda dei concerti: quando Michael Jackson suonò a Berlino Ovest

michael jackson

Il 19 giugno 1988, Michael Jackson si esibì a Berlino Ovest. La Stasi, polizia segreta dell'Est, percepì la minaccia e decise di reagire. Ecco cosa accadde: 

Per capire la reazione della Stasi, polizia segreta della DDR (Repubblica democratica tedesca, o più semplicemente Germania dell'Est) alla notizia dell'arrivo di Michael Jackson a ovest, bisogna riavvolgere la pellicola del tempo e tornare all'estate precedente. 

Il 6 giugno 1987, David Bowie si era esibito a Berlino Ovest durante il suo Glass Spider Tour. Dall'altra parte del muro migliaia di cittadini dell'Est, soprattutto giovani, si erano riuniti per ascoltare il concerto: pareva proprio che Bowie suonasse un po' anche per loro. La DDR aveva imparato così una lezione importante: per evitare che il suo popolo fosse attratto dall'avversario occidentale, doveva dargli qualcun altro da applaudire.  

Iniziò così quella che viene chiamata la guerra fredda dei concerti: ogni volta che nella Berlino federale si organizzavano eventi dal vivo, l'altro lato della città allestiva degli show in contemporanea, in modo da distogliere l'attenzione dei cittadini. Sorgeva però un problema: lo Stato doveva concedere una licenza agli artisti internazionali per suonare a Berlino Est, ma solo se essi dimostravano di fare musica innocua. Il rock, si capisce, era tutto meno che innocuo

Così, quando a un anno di distanza venne programmato il concerto di Michael Jackson a Berlino Ovest (il giorno precedente si erano esibiti anche i Pink Floyd) la Stasi si trovò a dover affrontare di nuovo il problema. Temeva infatti che i giovani si ammassassero davanti alla Porta di Brandeburgo per ascoltare il concerto dall'altra parte, e che quindi sorgessero scontri tra i ragazzi e la polizia

La prima soluzione che si propose prevedeva di installare uno schermo lontano dal confine, sul quale si sarebbero riprodotti spezzoni di concerti passati di Michael Jackson, spacciandoli per lo show che contemporaneamente si sarebbe tenuto a ovest. 

Tale soluzione venne presto abbandonata a favore di una proposta assai più attraente. La DDR organizzò il più grande festival musicale che Berlino Est ricordi. Bryan Adams, James Brown, the Wailers e Joe Cocker, questi i nomi degli ospiti, insieme ad alcune band della Germania orientale. Il festival si tenne presso il velodromo di Weissensee, molto distante dal Muro. Il mese successivo, sullo stesso palco, nel cuore della DDR, Bruce Spingsteen avrebbe cantato Born in the USA

Tutto l'impegno della Stasi e il grande show messo in piedi non bastarono a far dimenticare ai giovani berlinesi dell'est che, dall'altra parte del muro, si stava esibendo Michael Jackson. Il 19 giugno 1988, più di tremila tedeschi si riunirono dietro al Muro per ascoltare il re del pop, che cantava dall'altro lato. 

Non a caso gli anni Ottanta in DDR furono gli anni della subcultura giovanile alternativa, che aveva il suo fulcro nel quartiere di Prenzlauer-Berg, e che trovava nel rock e nel punk le sue valvole di sfogo. 

Poco più di un anno dopo quella storica esibizione, il Muro sarebbe caduto per sempre. 

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