Lionel Richie reinterpreta “We Are the World” per il Coronavirus

Lionel Richie

We Are the World è un inno di speranza nel futuro che ancora oggi, trentacinque anni dopo la sua registrazione, ci fa sentire uniti. Ecco in quali occasioni venne eseguita.

There comes a time
When we heed a certain call
When the world must come together as one
There are people dying
Oh, and it's time to lend a hand to life
The greatest gift of all

Arrivano momenti, recita la famosissima canzone, in cui il mondo si deve unire per superare momenti duri. Ci sono state tre occasioni, in particolare, in cui We Are the World venne reinterpretato, per lanciare un messaggio di speranza universale. L'ultimo risale a pochi mesi fa.

1885: la carestia in Etiopia

Nel 1985 l'Etiopia affrontava una disastrosa carestia. Così, il musicista e attivista statunitense Harry Delafonte decise di realizzare un brano i cui proventi fossero destinati ai bambini etiopi. Al progetto parteciparono Lionel Richie e Michael Jackson che, entusiasti, scrissero il testo di We Are the World (qua per leggere tutta la storia). 

Alla prima registrazione del brano parteciparono tantissimi artisti, uniti da un unico scopo: sostenere l'Africa. Ray Charles, Bruce Springsteen, Tina Turner, Stevie Wonder, Bob Dylan... E la lista potrebbe andare avanti. 

2010: il terremoto di Haiti

Nel gennaio 2010 l'isola di Haiti fu scossa da un terremoto catastrofico. Il numero di vittime (stimato dalla Croce Rossa Internazionale e dall'ONU) fu 222.517, ma oltre tre milioni di persone ne rimasero coinvolte, finendo senza dimora, su una terra devastata. 

Proprio in questa occasione, Lionel Ritchie decise di proporre una nuova cover di We Are the World, per raccogliere fondi in aiuto dei terremotati e, di nuovo, per scuotere le coscienze a livello globale. Il 12 febbraio di quello stesso anno venne quindi pubblicato We Are the World 25 for Haiti

Anche in questo caso parteciparono artisti provenienti dal panorama musicale internazionale: Barbra Steisand, Céline Dion, Adam Levine, Pink, Miley Cyrus, e moltissimi altri. Venne inoltre inserito uno spezzone cantato da Michael Jackson durante la prima interpretazione, quella del 1885

2020: pandemia di Covid-19

È dall’inizio della pandemia di Coronavirus che penso di scrivere una canzone diversa. Ma ogni volta che provo a scrivere qualcos’altro, un altro testo, scrivo quelle stesse parole. È che il messaggio è così chiaro.

Queste le parole di Lionel Richie. Così, il mese scorso, è uscita We Are the World (at Home Edition). Realizzata questa volta in collaborazione con Katy Perry, Luke Bryan e diversi ex-vincitori del talent show statunitense American Idol

Il messaggio che questo brano riesce a comunicare, a trentacinque anni dalla sua prima versione, è ancora potentissimo. Di impatto è anche il video, molto diverso dai precedenti: a causa del lockdown gli artisti non possono più mostrarsi tutti insieme.

Ognuno canta dunque da casa sua, e il filmato che accompagna i versi riproduce strade desolate, un'America e un mondo deserti. Immagini che in questi mesi hanno fatto parte della nostra quotidianità ma che, nonostante ciò, hanno ancora un potere evocativo incredibile. 

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