Gli esordi di Lana Del Rey: i demoni dietro a BORN TO DIE

Pubblicato nel 2012, BORN TO DIE consacrò Lana Del Rey al successo. Dietro ai test dell'album, una storia personale fatta di demoni e insicurezze: 

Oggi la regina dell'indie pop compie trentacinque anni; conta sedici milioni di album venduti, sei candidature ai Grammy Awards e una candidatura ai Golden Globe, oltre a innumerevoli altri riconoscimenti. BORN TO DIE, l'album che le garantì il successo, venne pubblicato il 27 gennaio 2012, debuttando al primo posto nelle classifiche di tredici Paesi, tra cui il Regno Unito.

Nel suo cammino verso la fama, però, la trentacinquenne Lana Del Rey dovette fare i conti con i suoi demoni

Elizabeth Grant (vero nome di Lana del Rey) debuttò nel panorama musicale nel 2008, quando firmò un contratto con l'etichetta indipendente 5 Points Records e pubblicò il suo primo album: LANA DEL RAY A.K.A. LIZZY GRANT. Lizzy Grant, il soprannome della ragazza e Lana del Ray, quello che sarebbe diventato il suo pseudonimo d'arte dopo una piccola modifica (la grafia da Ray passa a Rey).

Decise però di ritirare questo primo album forse in attesa di tempi migliori per ripubblicarlo, forse per le difficoltà della casa discografica nel finanziarlo. 

Nel 2011 venne scritturata dalla Stranger Records, che la scoprì da alcuni video su Youtube. Proprio con loro realizzò il suo primo singolo, Videogames, poi inserito nel suo secondo album: BORN TO DIE. Il video, accolto positivamente da pubblico e critica, le avrebbe garantito un successo inatteso. Insieme, sarebbero arrivate anche le prime insicurezze:

Vedendo come oggi tutti parlano del mio viso, mi sarei sistemata meglio il trucco e i capelli, e avrei cercato di non sembrare così imbronciata.

Con Videogames, Lana Del Rey incantò il suo pubblico per la prima volta, non solo grazie alla sua indubbia bellezza, ma soprattutto per via delle atmosfere malinconiche e tragicamente romantiche, i testi cupi e i tempi lenti.  Proprio per queste caratteristiche la cantante è considerata una degli esponenti dell'Hollywood Sadcore

Atmosfere e testi che ritroviamo anche nell'album BORN TO DIE

Come take a walk on the wild side
Let me kiss you hard in the pouring rain
You like your girls insane
So choose your last words, this is the last time
'Cause you and I, we were born to die.

"Perché tu ed io siamo nati per morire", queste le parole che la cantante nel brano rivolge al suo amante, e che daranno anche il titolo all'album. Una personalissima interpretazione del carpe diem, che la spinge a vivere la vita al massimo, a ridere, a baciarsi sotto la pioggia, sempre spinta da quell'incrollabole consapevolezza: we were born to die

Ma quali demoni si nascondono dietro i testi della diva dell'indie pop? Secondo quanto lei stessa dichiarò, fu la presa di coscienza (avvenuta in giovanissima età) che i suoi genitori erano prima o poi destinati a morire a spingerla verso l'alcol all'età di soli quindici anni. Sviluppò a quest'età una vera e propria dipendenza, tanto che fu mandata alla Kent School per essere curata. Qui, durante quello che ricorda essere il periodo più brutto della sua vita, trovò l'ispirazione per alcuni testi di BORN TO DIE.

Oggi la cantante ha superato la dipendenza:

Ero una gran bevitrice un tempo. [...] Mi sono detta: "Sono fottuta, sono completamente fottuta". Così all'inizio è bello e pensi di avere un lato oscuro – è eccitante – e poi ti rendi conto che il lato oscuro vince ogni volta che decidi di indulgere in esso. 

Il binomio amore/morte è presente anche nel videoclip del brano, girato in una sala del castello di Fontainebleau. 

Oggi Lana Del Rey ha superato il problema dell'alcolismo, tuttavia sono ancora molte le critiche che le vengono mosse contro. Da alcuni viene considerata solo una ricca ereditiera, da altri viene accusata di antifemminismo (critica che ha subito anche ai tempi di Videogames) per i testi delle sue canzoni, spesso inni all'amore carnale. 

Insomma, se da un lato Lana incuriosisce per le atmosfere malinconiche e baroccheggianti, distaccate dalla realtà, dall'altro è facile cadere nel sentenzialismo gratuito e nel giudizio mediatico semplicista nei confronti di una ragazza di New York, accusata di promuovere valori errati anche in uno dei suoi album più recenti, ULTRAVIOLENCE.  

Una cosa però è certa: il successo di Lana Del Rey ha profondamente influenzato il panorama dell'indie pop contemporaneo, incantando il pubblico globale. 

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