Tears for Fears: come nacque il singolo “Mad World”?

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Cinquantanove anni fa nasceva Curt Smith, voce e basso dei Tears for Fears. Mad World, uno dei più grandi successi della band, è un brano che lo tocca da vicino. Ecco perché:

Mad World, terzo singolo dei Tears For Fears, pubblicato nel 1982, fu il trampolino di lancio della band. Scalò infatti ogni classifica, raggiungendo il  terzo posto della UK Single Chart. Successivamente, venne inserito nel primo LP del gruppo, THE HURTING

Roland Orzabald, chitarrista, aveva scritto la canzone all'età di diciannove anni. All'epoca abitava sopra una pizzeria a Bath (non lontano da Londra), e un giorno, in radio, gli capitò di ascoltare Girls on Film dei Duran Duran. Decise allora che anche lui avrebbe scritto una canzone new wave, ispirandosi al brano appena ascoltato: nacque così Mad World

Quando provò a cantarla accompagnandosi con la chitarra, l'effetto non fu quello sperato. Così, reperì un sintetizzatore e una drum-machine, e chiese all'amico d'infanzia Curt Smith di cantare. Curt rimase stregato dal pezzo, e lo fece subito suo. 

A colpire il cantante, fu il testo della canzone. Canzone che, come spesso accadeva ai brani scritti da Roland, parlava di disagio adolescenziale. Entrambi i componenti del gruppo erano infatti accomunati da aver avuto un'infanzia complicata, segnata soprattutto da padri assenti

Tuttavia, l'infanzia è pur sempre felice se paragonata al senso di disillusione e alienazione che il brano comunica, dovuto al passaggio all'età adulta. Il mondo è matto, mad world: l'esistenza non ha significato, è solo il ripetersi di una vuota quotidianità, di visi consumati.

Anche i compleanni, dunque, da bambini tanto attesi e festeggiati, si svuotano delle emozioni originali, e si limitano a scandire il corso del tempo. Happy Birthday, Happy Brithday. Per questo sono i sogni che abbiamo avuto da piccoli, illimitati, la cosa migliore che abbiamo posseduto. Solo che ce ne siamo accorti troppo tardi. Mad world

In un'intervista con «The Guardian», Curt Smith ha dichiarato:

"Mad World" è stato facile per me cantare, perché potevo rapportarmi con i testi di Roland. Eravamo entrambi a metà di tre figli ed eravamo stati cresciuti da madri single con padri assenti. Mio padre lavorava sempre via e morì quando avevo 17 anni, ma io lo odiavo a quel punto. Mi ha colpito più tardi nella vita, ma allora ero adolescente e arrabbiato. La canzone era la piattaforma perfetta. Funzionava meglio con la mia voce perché è più malinconica, più cupa [...]. È una canzone oscura, ma mi riporta alla mente ricordi felici. 

Un brano del genere, lo capiamo bene, è immortale. Le sue parole si rivelano attualissime in ogni epoca e contesto storico. Enorme successo riscosse anche la sua cover ad opera di Michael Andrews e Gary Jules, realizzata nel 2001, a quasi vent'anni di distanza dalla pubblicazione dell'originale, per il film Donnie Darko (ve ne abbiamo parlato in questo articolo). 

And I find it kinda funny, I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying are the best I've ever had
I find it hard to tell you, I find it hard to take
When people run in circles it's a very very
Mad world, mad world

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