Quella copertina di Madonna ispirata all’arte di Andy Warhol

madonna true blue

Fra le tante fonti di ispirazione dell'album cult di Madonna, TRUE BLUE, c'è anche l'artista statunitense noto per il suo concetto di pop art. Ecco alcuni dettagli.

Erano i mitici anni 80 e Madonna, con il suo stile tutto personale, aveva già conquistato un'ampia fetta di pubblico. Con i suoi primi due album – MADONNA (1983) e LIKE A VIRGIN (1984) – era riuscita a destare scandalo e, allo stesso tempo, attrarre molti fan che amavano quel suo spirito ribelle e quei suoi look un po' sopra le righe.

Alcuni suoi brani, come Material Girl e Like A Virgin, erano già diventati delle hit di successo e la giovane Lady Ciccone stava guadagnando consensi in tutto il mondo.

È in questo clima favorevole che si inserisce il suo terzo album in studio, TRUE BLUE, pubblicato il 30 giugno del 1986 e ricevuto molto bene dai fan che contribuirono a decretarne il successo. TRUE BLUE divenne infatti l'album realizzato da un'artista donna più venduto di tutti gli anni 80 e pezzi come Papa Don't Preach e La Isla Bonita si trasformarono in veri e propri brani cult.

Anche la critica si schierò generalmente in favore dell'album ritenendolo, oltre che un grande successo, anche un modello dal quale avrebbero preso spunto artisti attivi nei tardi anni 80 e negli anni 90.

Il tema principale dell'album ha a che fare con i sogni e con la vita amorosa (più o meno fortunata) della giovanissima cantante, all'epoca sposata da poco con l'attore e regista Sean Penn al quale dedicò l'intero album definendolo "Il ragazzo più cool dell'universo"

TRUE BLUE ha il merito di spostare lo stile musicale di Madonna su influenze più classiche per ottenere l'attenzione non solo dei teenagers ma anche di ascoltatori più maturi che, fino a quel momento, erano stati decisamente scettici nei suoi confronti. La vedevano infatti solo come un fenomeno pop pensato per dei ragazzini e destinato a passare in fretta senza lasciare traccia di sé. 

Invece, con TRUE BLUE, Madonna dimostrò che non aveva nessuna intenzione di lasciare le luci della ribalta inserendo all'interno dell'album alcune chicche che l'avrebbero reso interessante e appetibile anche agli occhi di chi l'aveva criticata in precedenza.

Vennero inseriti, per esempio, degli strumenti musicali tipici di Cuba che regalarono all'intero album un sound più particolare, e fu dato un livello di profondità in più ai brani.

Un altro tocco di classe fu la scelta dell'immagine di copertina: una foto dai toni freddi della cantante di profilo. 

Si tratta di uno scatto del fotografo statunitense Herb Ritts, molto famoso soprattutto in quegli anni per le sue doti come fotografo di alta moda. L'immagine originale era stata scattata in bianco e nero ma, durante il lungo processo che poi avrebbe portato al risultato finale, si decise di sottoporre la foto ad alcuni trattamenti per ottenerne una versione colorata. In essa risaltano, oltre ai toni del blu che riprendono il titolo dell'album, anche le labbra colorate di un rosso molto freddo che spicca sulla carnagione chiara della cantante. Questa assume le sembianze di una "moderna" diva anni 50

Parlavamo di un tocco di classe per quanto riguarda la copertina poiché venne ispirata dai lavori del famosissimo artista statunitense Andy Warhol che, nel corso della propria carriera (soprattutto negli anni 60), aveva portato la pop art sotto i riflettori (scopri qua le migliori copertine realizzate da Andy Warhol). 

Anche Warhol, per i suoi lavori, utilizzava tecniche di colorazione dell'immagine simili a quelle impiegate per la copertina di TRUE BLUE. Le somiglianze non finiscono qui: l'immagine non vi ricorda un po' la famosissima serigrafia che riprende in serie l'immagine della diva hollywoodiana per eccellenza, Marilyn Monroe?

Con quest'opera Warhol aveva contribuito a rendere il volto dell'attrice un'icona di massa, che era anche lo scopo dei designer che si occuparono della copertina di TRUE BLUE. L'artista pop che diventa un brand, la musica pop che diventa un prodotto commerciale, proprio come le lattine di "Campbell's soup" di Warhol che da prodotto strettamente commerciale diventarono arte sotto le sapienti mani dell'artista. 

Insomma, la copertina di TRUE BLUE diede il via a una nuova epoca che voleva urlare che è assolutamente accettabile e, anzi, normale, che esista un legame indissolubile fra arte e commercio

Ecco il video della title track che rispecchia in pieno i colori della copertina dell'album e, soprattutto, l'immagine che Madonna voleva dare di sé in quel periodo

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