Un viaggio tra folletti e teiere volanti: la mitologia dei Gong

gong

Personaggi fantastici, un pianeta sconosciuto, immancabili teiere e fish and chips. L'universo creato dai Gong nei loro album non smette di sbalordire. Ecco di cosa si tratta:

Tutto ebbe inizio da una visione che Daevid Allen, fondatore della band, racconta di aver avuto durante il plenilunio della Pasqua del 1966. Secondo tale visione egli non sarebbe nient'altro che un esperimento dei Dottori dell'Ottava, che danno vita a tutto l'universo attraverso la musica. Nacque così la mitologia del gruppo prog e space rock dei Gong

Il Pianeta Gong e i folletti-testa-di-teiera

La presentazione di questo pianeta fantastico, abitato dai "pot head pixies" (folletti-testa-di-teiera) viene fatta nel primo album della band, MAGICK BROTHER, MYSTIC SISTER. I folletti si occupano di annunciare il collegamento tra la Terra e il pianeta Gong, e vengono rappresentati da Allen con un'elica sulla testa e in volo sulle loro teiere

If you feel belief hi Pete
I got a story to tell you
Of a band of little green men
From a far away planet

I personaggi: Zero, Mista T Being e la strega Yoni

Ma la mitologia dei Gong emerge in modo più dettagliato in tre album successivi, FLYING TEAPOT (1973), ANGEL'S EGG (1973) e YOU (1974), appartenenti alla trilogia di Radio Gnome Invisible. Radio Gnome è infatti l'unica emittente radiofonica in grado di trasmettere le sonorità del pianeta Gong.

Questi tre album, proprio come tre volumi di una trilogia fantascientifica, raccontano le avventure dei protagonisti dei dischi, pseudonimi dei componenti della band

Mike Howlett è Mista T Being, un porcaro egittologo che, all'inizio di FLYING TEAPOT, compra un orecchino magico da un venditore di antiche teiere. La particolarità del gioiello? Può ricevere messaggi dal pianeta Gong, proprio grazie a Radio Gnome Invisible

Il protagonista del racconto è però Zero, personificazione proprio di Daevid Allen. Egli conduce la sua vita di tutti i giorni quando viene distratto da una gatta che gli offre un piatto di "fish and chips" (che, insieme alle teiere, non poteva mancare nel mondo della band britannica). In realtà la gatta non è altri che la strega buona Yoni, ovvero la cantante del gruppo Gilly Smith. E il piatto a base di pesce e patatine si rivela essere una pozione in grado di far addormentare Zero, che quando si sveglia si ritrova a fluttuare nello spazio. Così il protagonista approda sul pianenta Gong. Inizia la sua avventura.

La missione di Zero... cosa c'entra il buddhismo?

Come tutti gli eroi che si rispettino, anche a Zero viene assegnata una missione: tornare sulla terra e organizzare un banchetto di freak. Il ritorno di Zero al suo pianeta avviene nel terzo capitolo della trilogia, e come luogo dove tenere il banchetto viene scelta l'isola di Everywhere, a Bali. Durante il banchetto, a tutti i commensali Switch Doctor, uno dei Dottori dell'Ottava, avrebbe dovuto accendere un terzo occhio.

Viene escluso solo Zero, che si è perso tra i piaceri della Terra. Essendosi perso la rivelazione del terzo occhio, il protagonista è condannato a condurre la sua esistenza ruotando continuamente sul ciclo della morte e della rinascita.

Si tratta di un chiaro riferimento alla filosofia buddhista, che in realtà permea tutta la mitologia Gong. Basti solo pensare all'Uovo dell'Angelo, reincarnazione dei Dottori dell'Ottava, rappresentato su molte copertine dei Gong come un occhio mandala

Insomma, una volta immersi nel magico universo dei Gong difficilmente riuscirete a staccarvene. E, soprattutto, difficilmente riuscirete a smettere di aggirarvi per casa canticchiando il mantra "Banana Nirvana Mañana"Ascoltare (il brano qui sotto) per credere: 

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