Joe Satriani con i Deep Purple, tra successi e tensioni

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Portrait: Valeria Portinari

Quando Joe Satriani, nel 1993, entrò nei Deep Purple, band ormai già affermata a livello globale, non sembravano esserci motivazioni per cui potesse lasciare la band. Cosa andò storto?

Joe Satriani è nato il 15 luglio 1956 e ha alle spalle una lunga carriera da chitarrista, compositore e cantautore. Ha collaborato con artisti del calibro di Mick Jagger, Steve Vai, John Petrucci, Brian May e molti altri, e ha raggiunto il successo anche con parecchi progetti da solista. 

Nel 1993, iniziò una collaborazione speciale: quella con i Deep Purple. All'epoca, il gruppo aveva già raggiunto il successo a livello internazionale, e pubblicato album del calibro di MACHINE HEAD (1972), contenente, tra gli altri, il singolo Smoke on the Water.

Satriani entrò nel gruppo verso la fine del 1993, quando i Deep Purple furono lasciati senza preavviso da Ritchie Blackmore, per di più a metà di un tour. Fu ciò a spingere Ian Gillan, voce della band, ad affermare: "Joe Satriani ci ha salvati dall'annegare completamente e ci ha tirato fuori dal buco". Questa sarebbe potuta sembrare l'occasione perfetta per il chitarrista. Al contrario dell'esperienza con Mick Jagger (che comunque fu fondamentale per la formazione di Satriani), con i Deep Purple il chitarrista non faceva parte di una band di supporto, ma era un membro alla pari del gruppo. Qualcosa però andò storto: agli inizi del 1995 Satriani lasciò la band

Che cosa era successo? Sicuramente un ruolo importante nella decisione di lasciare i Deep Purple lo svolsero i progetti da solista di Satriani, che non era disposto a mettere da parte. Non è un caso che proprio agli inizi del 1995, poco dopo aver lasciato la band, sia uscito il suo sesto album: JOE SATRIANI. Il gruppo trovò un sostituto nel chitarrista Steve Morse. Ricorda Satriani: 

Se potessi, l'avrei fatto. Ma in realtà mi hanno preso in prestito dalla mia carriera da solista proprio quando stava entrando in una fase molto interessante.

E non pensavo che sarei stato in grado di dar loro il 100%, ed è quello di cui avevano bisogno. Stavano sostituendo Ritchie Blackmore e avevano bisogno di qualcuno che fosse al 100%. Grazie a Dio hanno trovato Steve Morse perché era un genio.

In realtà però, potrebbero esserci delle motivazioni più profonde, che riguardano gli equilibri della band stessa. In un'intervista risalente al 1997 (ma emersa solo in tempi recenti) Blackmore, proprio il membro che Satriani avrebbe dovuto sostituire, critica lo stile del chitarrista. In particolar modo, lo considera troppo rigido e afferma che egli "non suona con il cuore": 

So solo che Joe Satriani e Steve Morse sono grandi musicisti. Penso che certe persone suonano con il cuore e altre persone con la testa. Io preferisco chi usa il cuore. [...] Mi piace sentire qualcuno che cerca qualcosa. Joe Satriani è un musicista molto raffinato, quasi troppo lucido, questo a volte mi preoccupa.

Quando l'intervista è recentemente riemersa, è giunta alle orecchie di Satriani, che ha deciso di non nascondere i suoi sentimenti: "Beh, è ​​spiacevole che qualcuno a cui tieni abbia qualcosa di negativo da dire su di te". Egli non fa segreto di stimare Blackmore come musicista e il suo giudizio, è ovvio, lo ferisce. 

Quale che sia la ragione del suo abbandono, la scelta di Satriani alla fine si è rivelata vincente. Sia per i Deep Purple, che hanno trovato in Morse un validissimo sostituto, sia per lui stesso e la sua carriera da solista. Ricordiamo, tra gli innumerevoli progetti del chitarrista, il G3: una sorta di supergruppo che riuniva 3 grandi chitarristi (la cui formazione variava più volte) per una serie di concerti-evento. 

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