Billie Holiday e la lotta alla segregazione razziale

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Una volta, Billie Holiday fu costretta a salire su un montacarichi poiché l'ascensore era dedicato ai bianchi. Non fu l'unico caso in cui la donna venne discriminata perché di colore.

Essere una donna nera negli Stati Uniti della prima metà del XX secolo non dev'essere stato facile. Ancor di più se nata da una madre appena tredicenne e da un padre che aveva abbandonato la famiglia. Questa fu l'infanzia di Billie Holiday che, fin da giovanissima, dovette scontrarsi con episodi di razzismo molto duri. Il momento peggiore risale ai suoi 11 anni, quando venne violentata e, dopo aver sporto denuncia, venne mandata in riformatorio per adescamento.

Nessuno di questi episodi fermò però la cantante, che decise di dedicarsi alla sua passione, il jazz, e di farlo rompendo ogni stereotipo. Lady Day (questo era il suo soprannome) fu una delle prime donne di colore a cantare in un'orchestra di bianchi. Ciò avvenne negli anni Trenta, quando Billie Holiday venne assunta da Artie Shaw e dalla sua orchestra. 

Così, Billie Holiday iniziò a esibirsi in locali per bianchi. Tuttavia, per fare ciò era costretta a utilizzare ingressi secondari, e a restare chiusa in camerino fino al momento dell'esibizione. Un episodio che la turbò particolarmente avvenne nel 1938 all'Hotel Lincoln di New York, quando le venne chiesto di utilizzare il montacarichi di servizio e non l'ascensore, dedicato agli avventori bianchi. Ricorda la Holiday: 

Non mi è mai stato permesso di visitare il bar o la sala da pranzo, così come ad altri membri della band ... [e] mi è stato fatto uscire ed entrare dalla cucina.

Con Shaw, Lady Day intraprese anche un tour nel sud degli Stati Uniti. Fu la prima volta in cui una cantante di colore si esibì a tempo pieno in tournée negli stati sel sud. Purtroppo, anche in questa occasione non mancarono episodi di razzismo, come quando a Luisville, Kentucky, un uomo la definì "sgualdrina nera". Billie Holiday andò su tutte le furie, e dovette essere scortata fuori dal palco. Spesso, in queste occasioni, lo stesso Shaw si faceva avanti per difenderla.

Un altro momento particolarmente duro per la cantante risale al 1937, quando il padre di Billie Holiday morì perché nessun ospedale era disposto a ricoverare un uomo di colore. Lady Day ha poi commentato così l'accaduto: "Non l'ha ucciso la polmonite, l'ha ucciso Dallas"

Nonostante tutte le difficoltà, Lady Day continuò sempre a battersi per i diritti delle persone di colore. Nel XX secolo, soprattutto negli stati del sud (ma non solo), il razzismo era ancora imperante negli USA. Non erano infrequenti processi sommari nei confronti della popolazione di colore, e neppure vendette private. Spesso, le impiccagioni e i linciaggi divenivano una sorta di macabro spettacolo pubblico. Basti pensare che  negli anni fra il 1889 e il 1940 vennero giustiziate  3.833 persone, e l'80% delle vittime erano afroamericani.

Per far sentire la propria voce contro queste ingiustizie, Billie Holiday nel 1939 cantò una delle sue canzoni più famose: Strange Fruit. L'espressione "strano frutto" passò a far parte del linguaggio popolare, e indicava i cadaveri degli afroamericani lasciati appesi agli alberi come monito, dopo i linciaggi. Così recita la canzone:

Southern trees bear a strange fruit,
blood on the leaves and blood at the root,
black body swinging in the Southern breeze,
strange fruit hanging from the poplar trees

Gli alberi del sud danno uno strano frutto,
sangue sulle foglie e sangue sulle radici,
un corpo nero dondola nella brezza del sud,
strano frutto appeso agli alberi di pioppo

Proprio per la durezza del brano, che non faceva sconti a nessuno, Billie Holiday era inizialmente dubbiosa nell'inserirlo nel suo repertorio. Quando lo suonò la prima volta, al Café Society, ad accoglierla ci fu un silenzio di qualche secondo. Poi il pubblico scoppiò in un applauso sempre più forte. Nonostante l'esordio dirompente, Lady Day non si fidava a interpretare la canzone di frequente, soprattutto negli stati del sud. Una volta, in Alabama, venne cacciata dopo appena poche note di Strange Fruit. Nella sua autobiografia ha scritto: 

Questa canzone aiuta a distinguere le persone a posto dagli idioti e dai cretini.

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