Elvis Presley: quando una canzone ridiede speranza al re del rock ‘n’ roll

elvis presley

Oggi il nome di Elvis è sulla bocca di tutti ma, prima che la sua musica facesse il giro del mondo, l'artista dovette sopportare diversi rifiuti. Ecco come, finalmente, riuscì a dimostrare di avere talento da vendere.

Non tutti i grandi talenti riescono, almeno inizialmente, a dimostrare il proprio enorme potenziale. Non è raro, infatti, apprendere che artisti di fama internazionale hanno avuto diversi problemi a esordire e una buona dose di porte chiuse in faccia.  Sembra assurdo, ma fu questo il caso del re del rock 'n' roll, Elvis Presley

Elvis si avvicinò alla musica fin da giovanissimo quando, con i suoi genitori, frequentava una chiesa evangelica di Tupelo. Dopo la sua prima performance pubblica tenutasi quando Presley aveva solo dieci anni durante un contest canoro al quale arrivò quinto, il giovanissimo Elvis decise che la musica sarebbe stata la sua strada

Così, gli anni passarono in fretta fra qualche lezione di chitarra e diverse esibizioni scolastiche e per Presley arrivò il giorno del diploma.

Era l'agosto del 1953 quando Elvis decise di registrare il suo primo singolo presso gli studi dell'etichetta discografica indipendente Sun Records di Memphis (città oggi simbolo di Elvis nella quale l'artista si era trasferito da qualche tempo). Il vinile conteneva due cover di vecchie canzoniMy Happiness e That's When Your Heartaches Begin – che, stando a Presley, erano fra le preferite di sua madre. In effetti, inizialmente Presley dichiarò di non essere interessato al successo del disco, dato che quelle registrazioni erano state fatte solo come regalo per la mamma

Molti, però, hanno visto dell'altro in quelle prime registrazioni: probabilmente Presley scelse la Sun Records nella speranza che il suo talento venisse finalmente scoperto dato che, per le ristrettezze economiche nelle quali la sua famiglia da sempre versava, il pagamento dello studio di registrazione della Sun Records (seppur per un brevissimo lasso di tempo) era un dispendio economico da non sottovalutare, soprattutto considerando che all'epoca esistevano metodi molto più economici per registrare propri pezzi a livello amatoriale. 

Insomma, c'è stato un periodo in cui quello che siamo abituati a vedere come il re indiscusso del rock 'n' roll, ha dovuto non solo pagare di propria tasca delle registrazioni, ma anche sperare che qualcuno riuscisse a scovare tutto il potenziale ancora latente che si nascondeva in lui. E in effetti, durante quella giornata estiva, qualcuno notò la sua voce: Sam Phillips, l'allora capo dell'etichetta discografica. 

Nonostante ciò, per Elvis quella prima visita agli studi di registrazione della Sun Records non fu una svolta epocale. Così, dopo un secondo vinile registrato presso gli stessi studi e dopo non aver passato un provino per entrare a far parte di un quartetto vocale, accantonò l'idea di diventare un cantante di fama internazionale per intraprendere alcuni lavoretti che gli avrebbero permesso di dare una mano alla propria famiglia.

Quando Elvis aveva quasi del tutto abbandonato le speranze, però, venne richiamato in studio da Phillips che, ricordandosi di come la voce del giovane l'aveva colpito qualche anno prima, era deciso a farne una stella della black music. Già, perché in quel periodo Phillips era in cerca di "un cantante bianco ma con un'anima nera". Con Elvis fece centro dato che. con la sua interpretazione di That's Alright (che poi divenne il suo singolo d'esordio) incantò il pubblico. 

La gente iniziò infatti a telefonare ininterrottamente alle radio locali che passavano il brano per sapere di chi fosse quella meravigliosa voce calda e profonda attribuita spesso erroneamente a un cantante di colore.

Insomma, gli esordi di Elvis dimostrarono di cosa può essere capace un artista che ha un sogno da inseguire e che non ha intenzione di fermarsi davanti a nessuna porta in faccia.

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