SABOTAGE: l’album più dibattuto dei Black Sabbath

Black Sabbath

Alcuni fan lo considerano un album geniale, altri non sono riusciti ad apprezzarlo. La storia di SABOTAGE, sesto album dei Black Sabbath.

Nella prima metà degli anni Settanta, i Black Sabbath vivevano un periodo movimentato. Tutti i membri della band facevano uso di droghe, soprattutto Ward e Osbourne, che per due anni consumarono LSD ogni giorno. Inoltre, il gruppo doveva fare i conti anche con il cambio di casa discografica, dalla Vertigo alla WWA. Tale passaggio non fu privo di intoppi, visto che costrinse la band a posticipare l'incisione del loro sesto album, SABOTAGE

Alcuni lo amano, altri lo odiano: SABOTAGE, pubblicato il 28 luglio 1975, per molto tempo ha separato i fan del gruppo. Si tratta di un disco estremamente innovativo, ma anche estremamente curato nei dettagli. Ozzy Osbourne racconta che fu proprio in questo momento che iniziò l'ossessione di Tony Iommi per il perfezionismo durante la produzione in studio. Anche il costo dell'incisione fu molto alto. Un cambiamento considerevole considerato che il primo album dei Black Sabbath, BLACK SABBATH, era costato solo seicento sterline ed era stato registrato in tre giorni. 

L'album risultò critico fin dalla sua copertina, da alcuni considerata iconica e geniale, da altri descritta come una delle più brutte della storia. L'idea originale era che tutti i membri della band dovessero essere vestiti di nero, davanti a enormi specchi. Tuttavia, per una serie di disguidi, il giorno in cui la foto doveva essere scattata la band non era preparata. Così, Ozzy Osbourne appare con un lungo kimono, e Ward con una calzamaglia rossa. I grandi specchi, però, rimangono, e l'immagine che ne risulta è ribaltata: "reversed like a Magritte, so it was their image being sabotaged".

A dividere i fan, però, sono soprattutto i brani contenuti nell'album. Si tratta infatti di una delle operazioni più sperimentali e progressiste della band. Tendenze heavy metal si mischiano all'hard rock, ma compare addirittura una sorta di antecedente di trash metal, il riff di Symptom of the Universe. Quest'ultimo brano è un chiaro esempio delle profonde novità apportate dalla band. Basti pensare che il pesante riff appena descritto viene seguito da una inattesa apparizione di chitarre acustiche.

Ma non finisce qui, a testimonianza che SABOTAGE è un album davvero variegato. Lo testimoniano i cori in russo di Supertzar, ma anche il sound tendente al pop di Am I Going Insane (Radio). Insomma, possiamo capire che i fan, dopo la pubblicazione del disco, si ritrovarono a discutere su quale direzione avrebbe preso la band. Sensazionale o troppo elaborato? Eccessivamente ricercato o sbalorditivo? Una cosa è certa: non basta ascoltarlo una volta sola per farsi un'idea in proposito!

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