Quella mancata vittoria sanremese di Elio e le Storie Tese

elio e le storie tese

Correva l'anno 1996 e la partecipazione a Sanremo di Elio e soci sollevò non poche polemiche. Ecco cosa accadde. 

Forse non tutti sanno che il frontman degli Elio e le Storie Tese, il celebre gruppo musicale milanese, non si chiama davvero Elio bensì Stefano, per la precisione Stefano Belisari.

Elio (aka Stefano) ha per anni giocato sul mistero legato al suo nome tenendo nascosto quello vero e inventandone sempre di nuovi da rivelare in esclusiva ai giornalisti curiosi. Quando continuare a nascondere la propria identità era diventato di fatto impossibile, Elio ha dovuto rivelare il suo vero nome,  continuando però a custodire molto gelosamente la propria vita privata e preservando anche la propria famiglia dalle tante pressioni che sarebbero potute derivare dallo stare sotto i riflettori (perfino il nome della moglie è per molti anni rimasto di dominio privato).

In ambito lavorativo, invece, Elio è decisamente un artista dalle mille risorse che non si fa mai sfuggire l'occasione di imparare qualcosa di nuovo: cantante, chitarrista, flautista, doppiatore, personaggio televisivo e attore (soprattutto di teatro), sembra avere sempre un asso nella manica da giocare in suo favore.

Riesce, inoltre, sempre a essere riconoscibile grazie al suo stile inconfondibile: ricordiamo tutti le sue mise improbabili corredate da baffi finti sfoggiate dall'artista sul palco di X Factor quando partecipava al contest canoro come giudice

Con questo stesso stile eclettico, Elio è riuscito a conquistare anche il palco dell'Ariston quando, nel 1996, con i suoi Elio e le Storie Tese, fece conoscere al grande pubblico La terra dei cachi, brano precursore dei propri tempi che racconta episodi criminali legati a mafia e malasanità (ma che ha come nota di fondo anche una certa ironia nei confronti delle classiche canzoni sanremesi). 

Durante le diverse esibizioni sanremesi del gruppo non mancarono di certo i colpi di scena: nel bel mezzo della seconda serata di Festival, Elio si presentò sul palco con un braccio finto per poi tirare fuori dal maglione quello vero mentre, durante l'ultima serata, tutti i membri della band si presentarono sul palco vestiti da alieni e con la testa rasata e colorata di argento.

Insomma, le loro esibizioni non furono certo dei momenti morti e tutto ciò venne enormemente (e incredibilmente, dati gli stardard più conformisti sanremesi) apprezzato dal pubblico e dalla critica tanto che La terra dei cachi si aggiudicò il premio della critica Mia Martini e fu premiato con il secondo posto sul podio, superato solo da Vorrei incontrarti tra cent'anni di Ron e Tosca. 

La mancata vittoria degli Elii, però, scatenò l'ira del pubblico dato che molti pensarono che fosse stato messo in atto un espediente ad hoc per far regredire di un posto il gruppo ritenuto un po' troppo anticonformista dagli organizzatori del Festival (fra i quali lo stesso Pippo Baudo, direttore artistico e presentatore). 

In seguito alle molte segnalazioni di irregolarità, le forze dell'ordine fecero partire delle indagini dalle quali venne a galla l'effettiva vittoria della band alla quale, però, non venne mai riconosciuto il primo posto. 

Una cosa è certa, La terra dei cachi fu la vincitrice morale di quella quarantaseiesima edizione del Festival meritata anche per via dei grandi show messi in campo dalla band durante le proprie esibizioni. 

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