Gli Who dal fallimento di LIFEHOUSE al successo di WHO’S NEXT

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Quando si chiude una porta si apre un portone. Lo sanno bene gli Who, che il 14 agosto 1971 pubblicarono uno dei loro maggiori successi, l'album WHO'S NEXT. Il disco aveva avuto origine a partire dal progetto, fallito, di LIFEHOUSE. Ecco come andò:

Il Monterey Pop Festival, TOMMY, il festival di Woodstock... Nel 1971, gli Who non erano certo degli sconosciuti, anzi. Quei quattro ragazzi così diversi tra loro, Roger Daltrey, Keith Moon, John Entwistle e Pete Townshend, che si erano riuniti in una band agli inizi degli anni Sessanta, in pochissimo tempo avevano infranto tutti gli schemi dell'epoca, divenendo dei capisaldi della storia del rock

Eppure, gli Who avevano ancora moltissimo da dire. Lo dimostrarono il 14 agosto 1971, quando uscì il loro quinto album, WHO'S NEXT, inserito da «Rolling Stone» nella lista dei migliori 500 album di tutti i tempi e sicuramente uno dei dischi più influenti del XX secolo. Insomma, si tratta di una pietra miliare del rock, che al suo interno contiene dei veri e propri capolavori quali il brano di apertura Baba O'Riley

E pensare che un disco di tale portata era nato niente di meno che da un fallimento. Stiamo parlando di LIFEHOUSE, un concept album ideato da Townshend che avrebbe dovuto fondere la musica rock al teatro, e che oltre ai brani avrebbe incluso un film e un live interattivo. Townshend si dedicò anima e corpo al progetto e impiegò diversi mesi a scrivere i brani. 

Per realizzare il live interattivo, gli Who tennero una serie di show presso lo Young Vic Theatre. Fondamentale per il successo del progetto doveva essere l'interazione con il pubblico, che a tal scopo venne chiamato da varie organizzazioni e ostelli della gioventù. Le cose però non andarono come previsto: il pubblico era più interessato a sentire i propri idoli suonare e a vederli distruggere gli strumenti sul palco che a partecipare attivamente. 

Si trattò di uno dei momenti più difficili da superare per gli Who. Townshend si trovò sull'orlo di un crollo nervoso e il resto della band, che già in principio non era convinta di LIFEHOUSE, perse definitivamente fiducia nel concept album. Secondo le parole di Daltrey: "gli Who non furono mai così vicini allo scioglimento".

Ma, proprio quando tutto sembrava perduto, gli Who trovarono la forza di andare avanti. Abbandonarono il progetto di LIFEHOUSE, e rinunciarono a pubblicare un concept album. Invece, decisero di concentrarsi sui singoli brani che Townshend aveva scritto, a cui si aggiunse My Wife, che porta la firma di John Entwistle. Ciò diede una maggior libertà di espressione al gruppo, che si buttò a capofitto in quello che sarebbe stato il quinto album in studio: WHO'S NEXT

Le registrazioni iniziarono nell'aprile del 1971, a casa di Mick Jagger, servendosi del Rolling Stones Mobile Studio. Oltre ai brani, altre idee di LIFEHOUSE vennero riciclate, come l'utilizzo di sintetizzatori. Il 14 agosto 1971 WHO'S NEXT vide finalmente la luce. Con questo album, gli Who si confermarono nuovamente dei pilastri del rock. Come dice il detto... Quando si chiude una porta si apre un portone. 

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