TERRA IN BOCCA: l’album dei Giganti che parla della mafia

i giganti

Per sfidare la mafia, negli anni Settanta, bisogna avere un coraggio da Giganti. Ecco la storia dell'album TERRA IN BOCCA e del silenzio che per molto tempo lo ha circondato. 

Gli anni Settanta, non a caso conosciuti come anni di piombo, furono anni difficili per la storia italiana. Fu l'epoca del terrorismo tanto di destra quanto di sinistra, della strage di piazza della Loggia e dell'Italicus e, purtroppo, di molti altri eventi devastanti. Fu anche, in Sicilia, il periodo del rafforzamento di Cosa Nostra, che si preparava a quel conflitto interno che sarebbe stato conosciuto come la seconda guerra di mafia, con Totò Riina deciso a conquistarne il vertice. 

In un contesto così complicato, nel 1971, quattro ragazzi pubblicarono un album che osò criticare Cosa Nostra e il suo controllo sulla Sicilia: i Giganti di TERRA IN BOCCA (POESIA DI UN DELITTO). La formazione vedeva i fratelli Mino e Sergio Di Martino, Checco Marsella e Enrico Maria Papes. Il gruppo, formatosi nel 1959, aveva già pubblicato alcuni successi, come il singolo Una ragazza in due, uscito nel 1965. Niente però era destinato a suscitare una reazione (o meglio, una non-reazione) come il concept album sulla mafia

I testi di Piero De Rossi di TERRA IN BOCCA raccontano la lotta di un ragazzo siciliano di sedici anni, che decide di sfidare il monopolio di Cosa Nostra sull'acqua costruendo un pozzo. Infatti, nonostante il comune del paese in cui vive abbia da tempo promesso un acquedotto, questo non è ancora stato costruito, e l'acqua viene venduta dall'associazione mafiosa a caro prezzo

Questo scenario iniziale viene descritto neI brano di apertura dell'album, Largo iniziale, Molto largo e Avanti. 

In questo maledetto paese
Son vent’anni che il Comune
Ha promesso un acquedotto
Ma promesso solamente
Il raccolto sta morendo
Qui da noi non piove mai
Siamo stanchi di aspettare
L’acqua non arriva mai…
[...]

C’è solo un carrettiere
Che ad ogni ora passa con l’acqua, quella da bere
La vende a 10 lire al bicchiere
Chi non ha soldi non la può bere

La lotta del giovane ragazzo contro il potere di Cosa Nostra è un disastro annunciato. Non ne fanno mistero i Giganti, che aprono i brani sopracitati con le parole: 

Lungo e disteso t’hanno trovato
Con quattro colpi piantati nel petto
A tradimento t’hanno sparato
Senza neanche darti il sospetto

Ora tu giaci senza le scarpe
Dentro a un cespuglio di biancospino
Mentre sul mare vanno le barche
Che ti ricordano fin da bambino

Ma non finisce qui. Perché quei quattro ragazzi con le loro voci fanno un crudo ritratto della realtà che tutti i giorni in molti si trovano a vivere nell'isola. Un ritratto che non risparmia nulla, neppure le scene più tragiche. E che anticipa quella che sarà la seconda guerra di mafia: 

I patriarchi di due famiglie
Come se fossero due nazioni
Scendono in campo in mille battaglie
Sono nemici da generazioni

Lunedì….Sparatoria nel mercato del pesce
Martedì…Col tritolo fan saltare una casa
Mercoledì…In campagna hanno ucciso un pastore
Giovedì…Han gettato l’autobotte dal molo
Venerdì…Han trovato una cisterna inquinata
Poi di sabato…Tutto il paese è rimasto senz’acqua
Ma di domenica, ma di domenica
Tutti alla piazza, a festeggiare il santo del giorno
Tutti salutano, tutto è normale

Pubblicare questo album fu un enorme atto di coraggio, degno di un gruppo di Giganti. Significò rompere il silenzio che da tempo circondava la realtà siciliana, in un contesto in cui "non è successo niente di normale".

Tuttavia, il gruppo dovette scontrarsi con l'azione della censura. Era il 1971, anno in cui in TV la parola "mafia" non poteva neppure essere pronunciata. Così, l'album venne trasmesso alla radio una sola volta, per poi sparire per anni. Un'operazione di boicottaggio che, purtroppo, ebbe successo. Non si trattava certo della prima volta che i Giganti venivano colpiti dalla censura: era successo anche con il singolo Io e il presidente, censurato dalla RAI. 

Tuttavia, questa volta fu diverso: poco a poco, infatti, il gruppo finì nell'ombra, nonostante dei tentativi di salvarlo con alcuni cambi di formazione. Solo negli anni Novanta i membri originali dei Giganti si ritrovarono al Teatro Lirico di Milano per una reunion. In questa occasione, per la prima volta si esibirono live con TERRA IN BOCCA. Non era troppo tardi: questo concept album, ancora oggi, ha moltissimo da dire. 

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