Qual è l’album migliore di David Crosby?

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Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Stills, Nash e Young, ma David Crosby seppe colpire la critica e il pubblico anche come solista, con un album nato dopo una tragedia familiare.

Gli anni 60 e 70 sono stati un periodo di fuoco per David Crosby, il cui nome è fra i più celebrati di quel periodo.

Dopo l'avventura con i Byrds, Crosby incontrò sul suo cammino un giovane (e all'epoca disoccupato) Stephen Stills. Fra i due ci fu subito feeling e iniziarono a cimentarsi in jam session improvvisate solo per il gusto di divertirsi un po'. La cosa, però, si fece più seria quando vennero raggiunti da Graham Nash – terzo lato del triangolo che avrebbe costituito poi i Crosby, Stills & Nash – il quale aveva da poco lasciato il suo vecchio gruppo, gli Hollies, ed era in cerca di nuove sperimentazioni. 

Detto fatto: nel giro di pochissimo tempo i tre artisti si trovarono catapultati sul palco di uno degli eventi musicali più iconici del secolo scorso: Woodstock. Era l'agosto del 1969 e Crosby, Stills e Nash si erano esibiti insieme dal vivo una sola volta prima di affrontare il palco di Woodstock insieme. Fu un vero salto nel vuoto dal quale, però, uscirono più forti di prima come vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Eccoli mentre si esibiscono in quella calda serata estiva del 69 proponendo alla folla il loro brano di grande successo Suite: Judy Blue Eyes

Da quel momento in poi, i tre artisti iniziarono a dividersi fra i palchi più desiderati del mondo aggiungendo fra le proprie schiere anche Neil Young che andò a comporre il quarto membro della band.

Nonostante la fortuna che Crosby ebbe a livello lavorativo, quel periodo per lui fu anche una grande sfida: nel settembre del 1969 la sua fidanzata storica, Christine Hinton, rimase coinvolta in un incidente automobilistico nel quale, purtroppo, perse la vita.

Crosby, che in quel periodo era impegnato nelle registrazioni del secondo album in studio della band – DÉJÀ VU – fu devastato dalla terribile notizia e, per riuscire in qualche modo a fronteggiare il lutto inaspettato, finì per bere più del dovuto e fare uso di droghe. DÉJÀ VU venne pubblicato nel marzo del 1970 e fu accolto molto positivamente da fan e critica. 

Insomma, il successo di certo non fu un elemento mancante nell’alchimia che univa i quattro musicisti. Eppure, nella primavera del 1971, dopo aver pubblicato il loro primo live album - 4 WAY STREET - Crosby, Stills, Nash e Young decisero di mettere in pausa il progetto che avevano portato avanti insieme fino a quel momento per concentrarsi maggiormente sul loro lavoro come solisti.

In effetti, già da qualche tempo, Crosby stava lavorando al primo album come solista, che venne pubblicato poco prima della decisione del gruppo di sciogliersi momentaneamente.

Il disco, che prese il titolo di IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME, vide la collaborazione dei colleghi di avventura Nash e Young, della cantautrice canadese Joni Mitchell, dei californiani Jefferson Airplane - allora sulla cresta dell’onda -, del famosissimo Carlos Santana e soci e, per finire, i Grateful Dead che, già da qualche anno, avevano iniziato a far parlare di sé.

Le recensioni positive su IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME arrivarono tardi, ma prepotentemente. Nel 2010, «L'Osservatore Romano», il famoso quotidiano edito a Città del Vaticano, citò l'album al secondo posto della propria classifica sui dieci migliori album pop di tutti i tempi

Se viene ritenuto di diritto fra i migliori album pop mai messi in commercio, allora vale davvero la pena ascoltarlo a fondo. Ecco, qui sotto, l'album completo dei suoi nove brani. Buon ascolto. 

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