LIKE A PRAYER: Madonna tra successo e sacrilegio

Madonna

La madre di Madonna era scomparsa a 30 anni. Così, quando compì quell'età, la pop star decise di dedicarle un album: fu la genesi di LIKE A PRAYER. Ecco tutta la storia dell'album... e delle critiche che ricevette.

La regina del pop nasce il 16 agosto 1958. Con i suoi 350 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, Madonna è una delle artiste di maggior successo della storia. Nel 1989 aveva tra album alle spalle, aveva già raggiunto la fama, aveva sfornato brani che hanno incantato intere generazioni, come Like a Virgin. Eppure, non si trattò di un anno semplice per l'artista. Nonostante tutto, Madonna riuscì a superare le difficoltà e tornare a stupire il mondo con LIKE A PRAYER

Ma cosa stava affrontando Madonna in quel periodo? Innanzitutto, nel 1989 la donna aveva compiuto trent'anni, la stessa età che aveva sua madre quando era scomparsa. Inoltre, era reduce dal divorzio con il marito Sean Penn, attore e cantante. A ciò dovevano aggiungersi i commenti negativi che alcune delle sue interpretazioni come attrice avevano ricevuto. 

Così, si aprì un periodo di riflessione per la cantante, che si concentrò soprattutto sul suo rapporto con la fede cattolica:

Per il cattolicesimo tu nasci peccatore e sei peccatore per tutta la vita. Non importa quanto tu provi a fuggire da questa situazione, il peccato è dentro di te tutto il tempo. È la paura del peccato che mi tormenta, mi schernisce e mi crea dolore ogni momento. La musica è l'unica distrazione che ho avuto.

Dalle difficoltà nacque uno dei suoi più grandi lavori, amato ma anche criticato: LIKE A PRAYER

L'artista stessa lo ha definito come una sorta di album di formazione, di riscoperta di sé. Madonna racconta ciò che prova, e lo fa senza addolcire nulla. Sceglie di dedicare l'album a sua madre, in quanto lo descrive come una raccolta di canzoni: "su mia madre, mio padre e legami con la mia famiglia". Certificato quattro volte disco di platino, LIKE A PRAYER vendette 15 milioni di copie.

Eppure, fu anche duramente criticato. Perché? A turbare alcuni ascoltatori fu l'omonimo brano di apertura del disco, Like a Prayer. Il debutto della canzone era avvenuto in modo particolare: Madonna, divenuta testimonial per la Pepsi, era apparsa in uno spot intitolato "Make a Wish", che la ritraeva mentre osservava se stessa, da bambina, mentre danzava. 

Ma questo spot era molto diverso dal videoclip della canzone, che sarebbe uscito pochi giorni dopo. Fu proprio il video realizzato dall'artista a sconvolgere: esso infatti mostra una serie di simboli religiosi fuori contesto. Una chiesa che diventa teatro di un crimine, stigmate che compaiono sulle mani di Madonna, la cantante che balla davanti a croci in fiamme. Nessuna traccia della bambina danzante. Inoltre, nel testo, a termini tipici della liturgia venivano affiancate allusioni sessuali

Il video uscì, e fu uno scandalo. Diverse associazioni religiose condannarono la performance, incluso il Vaticano. Persino il compositore Patrick Leonard, che aveva affiancato Madonna nella stesura, si disse turbato dal testo della canzone.

In realtà Madonna riuscì in due imprese: da una parte, dimostrò che la sua musica per lei contava molto più del denaro. Infatti, dopo l'episodio la Pepsi pose fine alla collaborazione. Dall'altro, riuscì, ancora una volta, a superarsi e a continuare a stupire il suo pubblico. Non a caso, nel 2006 Like a Prayer ha vinto un sondaggio di MTV Italia come "video più rivoluzionario della storia". 

E ora una curiosità: sapevate che, alla produzione dell'album, collaborò anche Prince? Pare infatti che i due avessero avuto un breve flirt, culminato proprio nell'album LIKE A PRAYER e, in particolare, nel brano Love Song, nel quale i due artisti duettano insieme. 

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