Quando Elvis fece il giro del mondo grazie al satellite

In realtà il re del rock era fermo a Honolulu, ma il progresso tecnologico gli consentì di raggiungere moltissimi dei suoi fan sparsi per il mondo. Ecco la storia di un grandioso concerto-evento.

Era il 14 gennaio del 1973 quando il re del rock entrò nelle case di milioni di fan dall'Australia all'Europa passando per l'Asia. Fu un concerto spettacolare e un evento del tutto innovativo quello che si tenne all'Honolulu International Center di Honolulu, la capitale delle Hawaii

Ma cosa portò alla decisione di rendere una star già famosa in ogni angolo del globo ancora più conosciuta?

Pare che l'idea originale fosse stata dell'allora manager di Presley, Colonel Thomas Parker che, ispirato da una visita in Cina del presidente Nixon, nell'estate del 1972 annunciò che ci sarebbe stato un grande evento mondiale con protagonista proprio Elvis. Il live sarebbe stato mandato in onda via satellite e si sarebbe tenuto in un paradiso tropicale. 

Insomma, sembrava che i dettagli fossero già tutti sistemati e, effettivamente, il concerto-evento avrebbe dovuto tenersi fra l'ottobre e il novembre di quell'anno. Venne tuttavia posticipato poiché si temeva che un evento di simile portata avesse potuto distogliere l'attenzione dei fan dal documentario musicale Elvis On Tour che sarebbe stato pubblicato proprio in quel periodo. 

Anche la motivazione che spinse il manager della star a proporre un evento simile è piuttosto interessante: durante l'annuncio ufficiale ai fan e alla stampa, Parker disse che aveva pensato a un concerto mandato in onda per via satellitare cosicché tutti i fan di Elvis potessero avere la possibilità di vedere il proprio idolo in azione anche a svariate migliaia di chilometri di distanza. In effetti, aggiunse Parker, non era di certo possibile prevedere delle date live in tutte le maggiori città del mondo.

In realtà, pare che le offerte da molte grandi città non mancassero affatto a Elvis e nemmeno i mezzi per poter portare a termine concerti in ogni angolo del globo. Eppure, Parker rifiutò moltissime di queste proposte perché, essendo olandese di nascita e non avendo i documenti in regola, aveva paura di essere scoperto durante i controlli di routine che si mettono in atto prima o dopo i grandi viaggi e che, quindi, la sua fortuna negli States al fianco di Elvis crollasse improvvisamente.  

Tornando al concerto (che trovate qui sopra in versione integrale), si trattò di un evento senza eguali dato che, nonostante si fossero già tenuti grossi live mandati in onda a livello globale con diversi importanti artisti per protagonisti (per esempio, i Beatles), Aloha From Hawaii fu il primissimo concerto di questo tipo a essere retto da un solo artista

La data designata per il concerto non tardò ad arrivare e, nonostante alcune difficoltà tecniche che spaventarono il cantante durante le prove (che infatti registrò un concerto "paracadute" il 12 gennaio da mandare in onda nel caso qualcosa fosse andato storto durante il concerto reale), l'evento fu un grandissimo successo.

Oltre a raggiungere un enorme numero di spettatori nel mondo intero, Elvis riuscì anche a raccogliere ben 75mila dollari – l'ingresso al concerto non era a pagamento ma agli spettatori era comunque richiesta una piccola offerta a piacere – da mandare in beneficenza alla Kui Lee Cancer Foundation, la fondazione oncologica creata in onore del cantautore hawaiano Kui Lee che aveva perso precocemente la vita nel 1966 per via di un cancro.

Durante il concerto, in effetti, Elvis rese omaggio all'artista esibendosi in una cover di I'll Remember You, brano scritto e composto da Lee e registrato già da tempo anche dal re del rock.

Insomma, molti anni dopo Aloha From Hawaii rimane ancora uno dei concerti meglio riusciti della storia, da riascoltare e rivedere nel giorno della scomparsa dello straordinario musicista.

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