Quell’ultimo commovente album di Stevie Ray Vaughan con il fratello Jimmie

stevie ray vaughan

Poco prima dell'incidente che ne causò la morte, Stevie Ray Vaughan riuscì a coronare un sogno che aveva da molto tempo (anche se solo parzialmente). Ecco quale.

Ampiamente considerato come uno dei chitarristi migliori di sempre e come una vera e propria stella polare in ambito blues per i musicisti venuti dopo di lui, il musicista, cantante e produttore Stevie Ray Vaughan ebbe una florida carriera che, però, finì precocemente a causa di un inaspettato e fatale incidente. 

Partiamo dall'inizio: Vaughan, nato e cresciuto in Texas, iniziò a suonare la chitarra imitando il fratello maggiore Jimmie. Da passatempo, la musica diventò una vera e propra passione per Stevie che, ancora giovanissimo, lasciò la scuola e si trasferì in una grande metropoli texana, Austin, per cercare fortuna.

Il successo non tardò ad arrivare. Vaughan, nel 1978, ebbe l'idea di formare una band che si concentrasse su un mix di rock e blues, i Double Trouble. Il gruppo ottenne un grande riconoscimento nell'area di Austin, espandendosi fino ad arrivare a suonare al famoso Montreux Jazz Festival nel 1982. Ecco, qui sotto, un estratto dell'evento:

Fu proprio in quell'occasione che i ragazzi vennero notati da un gigante della musica, David Bowie, che propose a Stevie di suonare la sua chitarra nell'album in preparazione in quel momento: LET'S DANCE (1983).  

Insomma, l'industria musicale del tempo non poté che rimanere di stucco di fronte all'incredibile destrezza del chitarrista, il che venne testimoniato dall'enorme successo che riuscì a raggiungere durante la sua breve ma intensa carriera. 

Con all'attivo altri tre album in studio, nel gennaio del 1989 Vaughan si apprestò ad incidere quello che, sfortunatamente, sarebbe stato il suo ultimo album con i Double Trouble: parliamo in IN STEP, disco con il quale il musicista cercò di descrivere il proprio tortuoso processo di disintossicazione da alcol e droghe.

All'inizio, fu difficile per Vaughan convincersi delle proprie capacità e della propria creatività da sobrio, essendo abituato a lavorare spesso sotto effetto di stupefacenti ma, con il passare del tempo e l'incessante lavoro in studio, Vaughan acquistò sempre più stima in se stesso. Perfino il titolo dell'album richiama questo lungo percorso: "in step" significa "al passo", stare "al passo con la propria vita e con la propria musica". 

L'ultimissimo lavoro di Vaughan, però, fu FAMILY STYLE, pubblicato circa un mese dopo la prematura morte dell'artista e registrato poco prima dell'attimo fatale.

Si tratta di un disco pensato per essere una collaborazione con il fratello maggiore di Stevie, Jimmie Vaughan, il quale, come anticipavamo, era stato di grande ispirazione per il piccolo Stevie.

Lo stesso chitarrista aveva da sempre desiderato di poter produrre un album con al proprio fianco il fratello Jimmie. E così fu: il desiderio di Stevie, purtroppo, fu destinato a compiersi troppo tardi rimanendo espresso e soddisfatto solo per metà. 

Il 27 agosto del 1990, verso l'una di pomeriggio, Stevie stava viaggiando su un elicottero diretto verso il Wisconsin assieme ad alcuni membri della troupe di Eric Clapton per una jam session all'anfiteatro di East Troy. Improvvisamente, poco dopo il decollo, il pilota perse il controllo del mezzo che si schiantò al suolo uccidendo sul colpo tutti i passeggeri, compreso Vaughan. 

Qualche giorno dopo, il funerale venne seguito da una folla di fan accorsi per dare l'ultimo saluto a quello che per loro era stato uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi

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