ATOM HEART MOTHER: che ci fa una mucca in copertina?

atom heart mother

Oggi ATOM HEART MOTHER compie esattamente 50 anni. Ma come è venuto in mente ai Pink Floyd di mettere una mucca sulla copertina del loro album?

Testo: Nino Gatti - The Lunatics

Molti lo conoscono come "il disco della mucca". Sul davanti della copertina, infatti, c'è la foto di una mucca, razza frisona inglese, tre esemplari sul retro e nessun nome che indichi la band o il titolo del disco. È con una trovata del genere che nel 1970 i Pink Floyd conquistano la vetta delle classifiche inglesi.

Leonard George Wood, direttore generale della Divisione Dischi della EMI inglese dal 1966, colui che dava l'approvazione finale alle copertine pubblicate dall'etichetta, appone il suo visto alle bozze del disco con qualche riserva, pronunciando sorpreso: “Ah, delle frisone”. Alla EMI si erano allarmati alla vista di queste bozze...

Il fautore di questa "genialata" era Storm Thorgerson, che immagina una non-copertina, basata su un soggetto slegato sia dalla band che dal contenuto musicale. A suggerirgli l'idea l'artista inglese John Blake, che propone la foto di una mucca, chiaro richiamo alla carta da parati della mucca di Andy Warhol nel 1966

Andy Warhol with Cow Wallpaper

L'immagine viene scattata da Thorgerson nella periferia della sua città natale di Potters Bar, a nord di Londra, nella contea dell'Hertfordshire. Il proprietario del bovino, tale Arthur Chalke, che la identifica come la sua pacifica Lullubelle III, autorizza Storm a usarla per la copertina del disco. Le voci che i Floyd pagarono mille sterline al fattore sono smentite da Thorgerson.

Il bozzetto della mucca viene proposto alla band dalla Hipgnosis, insieme ad altre due immagini, la prima con un tuffatore, la seconda con una donna che attraversa una porta.

Queste idee furono "riciclate" dalla Hipgnosis per altri due dischi, il tuffatore per HIGH'N'DRY dei Def Leppard (1981), la donna per THE ASMOTO RUNNING BAND della Principal Edwards Magic Theatre (1971) – disco tra l'altro prodotto da Nick Mason. Maestri del riciclo, l'idea del tuffatore torna nelle proposte della Hipgnosis per l’interno dell'album WISH YOU WERE HERE dei Pink Floyd (1975).

HIGH'N'DRY dei Def Leppard
HIGH'N'DRY dei Def Leppard

Aubrey Powell, socio di Storm, ricorda che quando la band scelse la copertina, Waters si era piegato dalle risate e che per la foto non c'era stato nessun ritocco. Storm confessa la sua meraviglia per aver speso così poco per un disco finito al primo posto in classifica:

Realizzai le foto usando solo due rullini di pellicola da 120. Benzina, cibo, pellicola e sviluppo per non più di 35 sterline.

Si può riscontrare una felice coincidenza tra la madre del titolo del disco e la mucca ritratta in copertina, considerata come il simbolo materno da alcune popolazioni che la definivano dea della terra. L'immagine ricorda inoltre un curioso scatto raccolto a Stonehenge di un giovane Wright che suona la tromba a un gruppo di mucche, particolarmente incuriosite dalla situazione.

La proposta grafica di non riprodurre in copertina il nome della band e il titolo dell’album porta a diverse interpretazioni. Oltre a omaggiare lo spirito pop-art dei creativi, per i maligni risulta un abile stratagemma per evitare di riportare il nome di Ron Geesin.

Curiosamente, da quel momento e fino a THE FINAL CUT, divenne una consuetudine per i Pink Floyd pubblicare gli album senza titolo in copertina.

Nell'autunno 1970 la Capitol Records usa l'immagine della mucca su un cartellone per promuovere l'album e il tour negli States, realizzando anche una mammella di plastica rosa col nome dei PF, inviata ai giornalisti e ai negozi di dischi.

A Londra invece Dave Croker, fresco sostituito di Malcom Jones a capo della Harvest, organizza nell'ampio viale di Mall, al centro di Londra, una session fotografica dove nelle prime ore del mattino viene fermato il traffico per consentire ai fotografi di immortalare alcune mucche libere sull'asfalto.

L'articolo completo, a firma Nino Gatti - The Lunatics, è disponibile sul nuovo numero di «Prog Italia», in tutte le edicole e sul nostro store online.
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