David Coverdale e quella fastidiosa somiglianza con Robert Plant

Oggi compie 69 anni David Coverdale, frontman prima dei Deep Purple e poi degli Whitesnake, la cui immagine fu sempre offuscata da quel tedioso paragone con Robert Plant...

Il 22 settembre 1951 nasce David Coverdale, contraddistinto nella storia musicale per quel suo stile canoro whispers & screams, che ondeggiava tra lievi sussurri e grida a pieni polmoni. La sua ascesa è cominciata con i Deep Purple nella metà degli anni Settanta, per poi abbracciare gli Whitesnake, prima band di supporto alla sua potente voce e poi iconico gruppo metal lanciato verso i gloriosi anni Ottanta.

E in quel periodo lo stile da palcoscenico era tutto, come dimostrano i Mötley Crüe. Tant'è che nel film a loro dedicato, The Dirt (2019)Heather Locklear, futura moglie del batterista Tommy Lee, scherza confondendo i Mötley Crüe con gli Whitesnake.

Perché sul palco l'estetica del musicista era parte del pacchetto e David Coverdale non si sottrae a questa regola. Così la sua voce famelica si accompagna a uno stile iconico da adone da palcoscenico. Quasi un metro e ottanta di uomo, capelli lunghi biondi e ricci, estrose giacche e camicie aperte sul petto. Vi ricorda qualcuno?

Insomma, Coverdale ha incantato un'intera generazione femminile, e non solo, ma non gli è mai andato giù il perpetuo paragone con Robert Plant, storico frontman dei Led Zeppelin. Tra i due intercorrono solo tre anni di differenza, che rendono ancora più intima la loro vicinanza estetica. Ma Coverdale non venne definito solo un clone di Plant per l'aspetto, ma anche per l'intonazione e i vituosismi della voce, tanto che alcuni sostennero che il suo canto fosse forzato. Alle critiche Coverdale rispose: 

Non penso che la mia voce sia forzata. È stato quando ho imparato per la prima volta a cantare con il mio stomaco, che suona stupido, ma è totalmente diverso da una voce normale.

Da queste parole del 1974 trapela la grande forza espressiva di Coverdale che mette, letteralmente, anima e corpo nelle sue esibizioni. Tanto da valergli, all'inizio degli anni Novanta, una richiesta di collaborazione da parte di Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin. Ne uscì un album grandioso (lo trovate qua), in cui Coverdale trasudò la sua più sincera e devota ammirazione per i Led Zeppelin.

Lo stesso entusiasmo però non colpì Robert Plant, che disdegnava musicalmente gli Whitesnake, arrivando a definire il loro brano del 1987Still of The Night"uno scempio". Così Coverdale assunse agli occhi di Plant l'immagine di un doppleganger e la loro profetizzata inimicizia si concretizzò. 

A distanza di molti anni, Coverdale cercò un confronto con Plant, portandogli le sue più sincere scuse per gli scontri sorti negli anni, ma non ricevette risposta. Forse allora Coverdale non si pente di aver imitato volontariamente a volte Plant per stuzzicare chi lo criticava. E oggi ricordiamo ancora Coverdale sulle note di Here I Go Again, mentre si dimena sensuale sul palco con la sua voce inconfondibile. 

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