Prince: i segreti di PURPLE RAIN

Ci sembra impossibile conoscere ogni segreto di un disco. Noi, che di più non possiamo sapere, ci aggrappiamo agli aneddoti, ai racconti degli altri: in questi Prince sembra essere ancora con noi.

Nel 1984 usciva l'album PURPLE RAIN, che segnò l’inizio del trionfo nella carriera di Prince, il momento in cui il suo talento veniva riconosciuto come mai prima. Per questo e per altri aspetti, fu un album molto diverso dagli altri, che nasconde tanti segreti nei testi delle sue tracce.

Ogni brano è irriverente, prende il suo posto nell’album e non cede di un passo. Il disco venne creato in concomitanza con il film omonimo, che vedeva Prince protagonista in un ruolo semi-autobiografico. “The Kid” è infatti un ragazzo che di notte ama esibirsi sul palco di un night club con la sua band, The Revolution. Qui trova la sua vera dimensione, mentre vive con pesantezza il clima di tensione e fatica nella sua famiglia.

Let's Go Crazy

Tantissimo ci sarebbe da dire sui pezzi di PURPLE RAIN. Let’s Go Crazy riguardava Dio e Satana, ma i loro nomi in radio erano tabù, e Prince li cambiò nella parafrasi “Let’s Go Crazy” per indicare Dio e in “de-elevator” per Satana.

L.A. Reid, amico di Prince, raccontò:

Una volta, quando ero solo con lui, disse "Tu sai cos’è l’ascensore, giusto?" e io dissi ‘No, cos’è?". E lui "Be’, l’ascensore è il diavolo".

Il corpo di Prince venne poi ritrovato in un ascensore della sua residenza di Paisley Park, in Minneapolis, nel 2016.

Oltre a queste parole misteriose, il testo pulsa di una fatalità non insolita in Prince, tanto che ci sono degli echi di 1999 anche nel voler vivere giorno per giorno, e nel senso di una fine imminente.

When Doves Cry

Il regista di PURPLE RAIN Albert Magnoli chiese a Prince un brano che esprimesse le difficoltà familiari e sentimentali del protagonista. Forse Prince ripensò a suo padre, che non aveva mai creduto abbastanza in suo figlio e non lo aveva mai considerato all’altezza della musica che lui stesso produceva. Solo quando se ne fu andato, Prince decise di imparare a suonare il piano da autodidatta.

When Doves Cry è quello che venne fuori dai suoi ricordi e da ciò che voleva Magnoli: il brano divenne una hit al primo posto quando venne pubblicato come singolo di PURPLE RAIN, nel maggio 1984. Nessuno riuscì a schiodarlo da quella vetta per quasi un mese, neanche Bruce Springsteen, che rimase al secondo posto per tutta l’estate con Dancing in the Dark.

Ma il pezzo rivelava una grande assenza: il basso, che venne istintivamente eliminato da Prince, che riascoltando il brano sentiva che qualcosa non andava per il verso giusto. Il basso rendeva quella canzone simile a tutte quelle con una batteria e una chitarra, e Prince non era tipo da omologarsi: tolse il suono del basso, ma all'inizio rimase titubante:

A volte il cervello si divide a metà – il tuo ego ti dice una cosa, e il resto di te dice qualcos’altro. Devi scegliere ciò che sai essere giusto.

Purple Rain

Purple Rain venne portata da Prince sul set all’ultimo minuto. Questa ballata, che in prima battuta non era altro che una melodia e  versi principali, prese presto forma, soprattutto grazie all’intervento di Lisa Coleman alle tastiere. Il bodyguard di Prince disse “Ehi, questa è una canzone country”. A parte alcuni ritocchi, dopo un giorno di lavoro con la band The Revolution Prince aveva in mano la sua più grande canzone. Era qualcosa di estremamente unico e raro, che colpì moltissimo il regista Albert Magnoli: era il brano che mancava al film. Prince, sentito questo, chiese che il titolo del film fosse lo stesso del brano.

Preoccupato della coincidenza di alcuni accordi con il brano Faithfully dei Journey, telefonò a Jonathan Cain, compositore della canzone, che fu solo onorato di sentire lo zelo di Prince e il suo rispetto per il lavoro altrui. Benedisse la canzone e augurò all’artista buona fortuna.

Ad oggi, nessuno nella band sa dire cosa significasse Purple Rain: tutti prendevano per buono l’estro di Prince, senza fare domande su quelle strane parole nei testi. Ciascuno percepiva il senso apocalittico e la visione simbolica del mondo di Prince, e nessuno chiese altro. E, dice Wendy Melvoin, lui non avrebbe risposto.

Prince chiuse con Purple Rain il suo ultimo concerto, il 14 aprile 2016 ad Atlanta.

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