Jennifer Rush e quel brano dal titolo inflazionato

Il 28 settembre 1960 nasceva la cantante pop rock Jennifer Rush, il cui brano di maggior successo, The Power Of Love, nonostante l'unicità stilistica, ha condiviso il titolo con altri celebri pezzi dello stesso periodo!

Quando ascoltiamo la ballad The Power Of Lovela nostra memoria aleggia in un universo romantico da pellicola cinematografica. Ad accompagnare il nostro sogno d'amore c'è la potente voce di Jennifer Rush, cantante statunitense degli anni Ottanta che seppe abbracciare quella componente musicale dell'epoca parallela all'heavy metal e al punk. Così il brano della Rush, del 1985, è un inno ai romantici. A coloro che si crogiolano nell'atmosfera di Dirty Dancing (1987) o Ghost (1990). Per questo motivo, ancora oggi, il brano non può che incantarci trasportaci in un universo parallelo. 

Magari però la memoria richiama una più celebre cover del pezzo, quella di Céline Dion che, otto anni dopo la Rush, fece di quello stile canoro il suo cavallo di battaglia. E potrebbe capitare di confondere le voci delle due cantanti, così come di poter sbagliare a individuare il brano giusto. Certo, perché, oltre alle numerose cover, la canzone porta con sé un titolo alquanto comune, concretizzazione del pieno spirito amoroso in musica.

Basti pensare che la stessa Rush ha scelto il titolo di un brano che i Frankie Goes To Hollywood avevano lanciato l'anno prima. 

Nonostante il video musicale iconico, espressione stilistica della perfetta aura di metà anni Ottanta-inizio anni Novanta, la canzone di Jennifer Rush non è al vertice delle ricerche. Ma come mai? Basti pensare che lo stesso anno gli schermi cinematografici proiettavano uno dei più iconici film di sempre: Ritorno al Futuro di Robert ZemeckisE la pellicola era accompagnata dalla colonna sonora di Huey Lewis and the News, con la canzone di punta intitolata The Power of LoveQuesto era un bel colpo per la Rush, la cui canzone fu in parte offuscata dal crescente successo che guadagnava il film e, di conseguenza, il brano che lo rappresentava. 

Per non ritornare poi sul celebre pezzo dalle sfumature mistiche ed evocative dei Frankie Goes To Hollywood. Sicuramente uno dei brani più reinterpretati e di impronta universale.

Forse, la commistione di brani così vicini e dai titoli uguali fu il motivo per cui Jennifer Rush ottenne un immediato successo esplosivo in Gran Bretagna, seguito da un flop negli Stati Uniti. Magari perché in Europa si respirava l'aria romantica delle ballad, come la famosissima It Must Have Been Love (1986) del gruppo svedese Roxette, anche questa diventata colonna sonora di un cult, Pretty Woman (1990). Dunque erano gli anni dei film romantici e delle ballad, in cui emerge timidamente anche il successo di Jennifer Rush, che ancora oggi, però, ci incanta. 

You May Also Like