PANTHER: tutti i segreti sul nuovo album dei Pain Of Salvation

No Name Band! photographed in studio in N London

Alla riapertura dal lockdown, il gruppo progressive metal svedese dei Pain Of Salvation torna con un nuovo, spiazzante e originale album. Volete saperne di più?

Una pantera dai connotati antropomorfi avvolta in una coltre nebulosa. Così appare la copertina del nuovo album dei Pain Of Salvation, uscito il 28 agosto 2020 e realizzato in pieno lockdown. Il gruppo progressive metal svedese ritorna alla carica, mostrando al suo pubblico uno scenario musicale diverso, sperimentale e lontano dall'ortodossia di genere che aveva caratterizzato IN THE PASSING LIGHT OF DAY.

Il disco del 2017 aveva conquistato i fan e la critica, con atmosfere poliedriche, sfaccettate e legate a un classicismo denso di profondità e significato. Complice il retroscena della stesura dell'album, ovvero la grave malattia alla pelle che aveva incantenato il frontman, Daniel Gildenlöw, al lettino d'ospedale per mesi. E la sua rinascita, forgiata dalla malinconia dei ricordi, ne accompagnava la voce in un caldo abbandono musicale, che incantò tutti i suoi ascoltatori. E quel dolore pregnante in progressiva esplosione è il lascito dei Pain Of Salvation prima del loro ultimo disco.

Qui ritroviamo la storica formazione con Gildenlöw alla voce, Johan Hallgren alla chitarraGustaf Hielm al basso, Léo Margarit alla batteria e Daniel Karlsson come tastierista e chitarrista. Ma scopriamo di più.

PANTHER, pubblicato con la Inside Out Music, è una collezione di nove brani di una durata media di cinque minuti, con la monumentalità finale di Icondella durata di tredici minuti. Ma non è tanto importante la lunghezza, soprattutto quando parliamo di band progressive metal, quanto lo stile. Ed è proprio questo che ha spaventato alcuni fan, oltre a lasciarne altri dubbiosi e spiazziati. Perchè PANTHER è una narrazione in musica, che dà molto spazio alla musica parlata e accoglie influenze elettroniche.

I pezzi così abbandonano la fluida sonorità dell'album precedente per mostrarsi spezzati, discontinui, frammentari in un'originalissima, nuova prospettiva. 

L'approccio all'album è camaleontico e intervallato da sonorità altalenanti che irrompono in climax ascendenti e discendentiGildenlöw lancia così al suo pubblico una proposta sperimentale, che dimostra la sua capacità di mutamento ed evoluzione. Può sembrare molto azzardata come variazione musicale, ma enfatizza una continua capacità della band, attiva dal 1984, di mettersi in discussione, provando anche musicalità moderne e digitali.

In questo modo, lo stile evoca uno scenario post apocalittico, fantascientifico, cupo e opprimente, votato a un'impressione urbana abbandonata al suo destino. Il riferimento, fortemente attuale, rispecchia i Pain Of Salvation come un gruppo in grado di comunicare efficacemente con il pubblico, in qualsiasi tempo, in qualsiasi stile. 

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