Quando Keith Moon provò a entrare nei Beatles

keith moon paul mccartney

Negli anni Sessanta divenne celebre l'incontro tra il folle batterista degli Who e il bassista dei Fab Four. In gioco c'era una richiesta molto interessante...

Verso la metà dei Sixties le due band britanniche si contendevano la scena con due stili molto differenti. Da un lato gli estrosi Who, veri e propri animali da palcoscenico, dall'altro i Beatles, gentlemen nell'approccio musicale. Alla batteria se la giocavano Keith Moon per gli Who, soprannominato Moon The Loon per la sua vena folle e Ringo Starr per i Beatles, chiamato invece il Beatle Tristeper il suo carattere introverso e solitario. Insomma, gli anelli opposti della catena del rock 'n roll, che in quegli anni assumeva una sua identità sempre più specifica. 

Era il 1966 quando Keith Moon incontrò Paul McCartney allo Scotch Of St. James, un club di Londra, e gli sottopose una richiesta precisa: voleva unirsi ai Beatles come batterista. Secondo Mark Blake, biografo degli Who, Paul avrebbe suggerito a Keith, senza scomporsi, di parlarne direttamente con Ringo Starr.

Ma perché Keith Moon voleva unirsi ai Beatles?

Il motivo c'era. Quegli anni, innanzitutto, erano particolarmente turbolenti per gli Who. Le liti interne danneggiavano i rapporti personali, con continui scontri e screzi portati agli eccessi. Così Roger Daltrey e Keith Moon vennero alle mani quando il primo gettò la droga del secondo nel WC e lo stesso accadde con Pete Townshend, inseguito su un treno da Moon armato di coltello per chissà quale altro litigio.

Agli Who non bastava aver illuminato le scene con il loro brillante LP d'esordio, MY GENERATION (1965)Erano solo all'inizio, ma già si strappavano i capelli. Così Keith Moon, di soppiatto, incominciò a cercare altre band a cui rivolgersi e, dopo il no degli Animals, provò con i Beatles. 

Non sappiamo se, dopo quell'incontro londinese, Keith avesse parlato effettivamente di quella proposta con Ringo. Sappiamo però che i due batteristi sono sempre rimasti molto amici, tanto che Keith ha regalato al figlio di Ringo, Zak Starkey, una batteria e quest'ultimo ha anche suonato con gli Who per un periodo! 

Insomma, la storia doveva seguire il suo corso per far sì che due icone della musica restassero legate ai nomi delle band con cui erano cresciute. 

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