MEDDLE: “interferenze” e segreti dell’album dei Pink Floyd

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Il 1971 è un anno di passaggio per i Pink Floyd, rappresentato a pieno da un album sperimentale, innovativo. Un album attraversato da misteriose interferenze...

Nel 1970 c'erano i Pink Floyd di ATOM HEARTH MOTHER e tre anni dopo quelli di THE DARK SIDE OF THE MOON. Dal 1968 non c'era più Syd Barrett, anima folle e originaria della band. Cos'erano dunque in quel periodo i Pink Floyd?

Sicuramente una band amata e apprezzata nella sua versatilità, una band in grado di offrire al suo pubblico un'offerta musicale sempre diversa e originale. Nel 1971, i Pink Floyd stupirono di nuovo i loro fan: fecero uscire un album diverso dalle composizioni precedenti.

Un disco intessuto con la realtà esterna, con l'ambiente, da cui traeva quelle interferenze che ne dettavano l'originalità. E proprio a questo termine si riferisce il titolo dell'album, con la connotazione di immischiarsi, impicciarsi, interferire.

Lo dichiarò lo stesso Gilmour: il titolo dell'album è un gioco di parole tra "medal", lo stemma, il medaglione della vittoria, e il verbo "interfere". I Pink Floyd avevano vinto, nonostante i disturbi esterni, nonostante le interferenze.

Tutto comincia da un'originalissima copertina. 

La sua natura criptica e indecifrabile invita l'osservatore a scoprire nel dettaglio cosa nasconda. Così anche noi ci chiediamo, cos'è rappresentato nella cover di MEDDLE?

All'inizio, Storm Thorgerson e Aubrey Powell volevano fotografare l'ano di un babbuino. Ma il gusto estetico dei Pink Floyd li frenò, con un'idea molto più innovativa e pertinente al messaggio dell'album. Così venne fotografato da vicino sott'acqua un orecchio, l'organo adibito all'udito, la cui percezione viene distorta sott'acqua. In questo modo già la copertina era una chiara dichiarazione d'intenti: sotto l'acqua i suoni arrivano più deboli, come per un'interferenza.

E il brano Echoes tratteggia pienamente la natura policroma, plurinterpretativa e sublimata a molteplici messaggi dell'album. Quello che volevano dimostrare i Pink Floyd ai discografici, a chi li criticava e non li capiva. 

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