Quando Greg Lake salvò l’esordio degli Emerson, Lake & Palmer

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Nel 1970 il gruppo progressive rock britannico lanciava il suo album di debutto, la cui uscita si deve a un brano d'infanzia di Greg Lake aggiunto all'ultimo minuto...

Purtroppo, Greg Lake non è più qui. Una dura battaglia con il cancro lo ha portato via il 7 dicembre 2016, poco dopo la morte del suo storico collega tastierista Keith Emerson. Ma, per ricordare il fondamentale lascito musicale di Lake come cantante, musicista e compositore, vogliamo celebrarne l'inizio. Ovvero, quel 1970 che sancì la nascita del suo storico gruppo, gli Emerson, Lake & Palmer.  

Partiamo da Greg Lake, talentuoso cantante, chitarrista e bassista. Al suo fianco Keith Emerson, tastierista dalla verve sperimentale e Carl Palmer, che avrebbe ottenuto, tra gli anni Settanta e Ottanta, sette nomination come migliore batterista al mondo.

Nel 1970, il gruppo così formato si apprestava a lanciare il suo primo album in studio, EMERSON, LAKE & PALMER, con l'etichetta Island. Un disco che lanciò con il botto la band soprattutto grazie al successo di un brano, Lucky Man, che originariamente doveva solo riempire il minutaggio del Lato B

Il contratto prevedeva di ottenere una durata di 21 minuti per lato. La band non sapeva come colmare in tempi brevi lo spazio che mancava sul disco, finché Greg Lake non propose una canzone da lui composta a 12 anni. Si trattava di un pezzo all'apparenza semplice, delicato, quasi infantile nel suo tocco folk. Un brano che Lake aveva già proposto ai suoi King Crimson l'anno prima, ottenendo il netto rifiuto di Robert Fripp. Neanche Emerson a un primo ascolto rimase convinto, tanto da chiedere a Lake e Palmer di lavorarci mentre lui era al bar. 

Il lavoro constava nel rifinire con tecnica e precisione la composizione del brano, mentre il testo era un lascito d'infanzia di Greg e di quando, un Natale, la sua famiglia aveva messo da parte del denaro per comprargli una chitarra.

Lake aveva composto per la canzone un unico assolo di chitarra, finché Emerson non gli fece una proposta. Voleva aggiungere in chiusura un assolo al piano doppiato con il sintetizzatore Moog 3c.

Si trattò quindi di un progetto dell'ultimo minuto, sia per l'inserimento nell'album, che per la rifinitura finale. Il brano, pubblicato anche come singolo, conserva una potenza emotiva in cui si riconosce il suo grande successo. Un fiore all'occhiello per un "uomo fortunato"!

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