Quella corsa in bicicletta “osé” in JAZZ dei Queen

Nel novembre 1978 usciva il settimo album dei Queen, dagli stravaganti retroscena tra cui una bicilettata osé, il cui poster fu inserito nelle prime copie dell'album. Volete saperne di più?

Alla fine degli anni Settanta, i Queen erano reduci dal loro album del 1977, NEWS OF THE WORLD, che portava con sè due strabilianti successi: We are the champions We will rock you. L'anno successivo venne lanciato un altro album molto particolare, JAZZ. Tuttavia il titolo non tratteggiava il sound del disco, che invece si muoveva lungo note hard rock, blues e folk, con un originale brano di apertura, Mustapha, dai tratti orientaleggianti. L'unico richiamo al jazz nel titolo era dunque probabilmente il Montreux Jazz Festival, molto apprezzato da Freddie Mercury, che si svolgeva in quel periodo dell'anno.

E proprio in Francia si spostarono i Queen nel 1978 per questa loro nuova avventura discografica. Si trattò della prima registrazione fuori dal Regno Unito, al fine di raggirare le pesanti tasse britanniche. La residenza della band fu il paesino di Berre Les Alpes, vicino a Nizza, in cui si trovavano i Super Bear Studios, affacciati sulla strada che ospitò in quel periodo un tratto del Tour De France. E proprio alla vista dei ciclisti frementi sui loro bolidi, Freddie pensò a una canzone, Bcycle Racee non solo. Questa si colloca in seconda posizione tra le hit dell'album, dove spicca la brillante Don't Stop Me Now, pezzo trainante e onnipotente che segnerà la storia. 

Ma torniamo alle biciclette e a un poster particolarmente osé che fece scandalo, ma probabilmente fu apprezzato dal pubblico maschile che lo ritrovò nelle prime confezioni dell'abum. 

Il poster ritraeva le 65 modelle nude in bicicletta che parteciparono alla registrazione del video di Bicycle Race al Wimbledon Greyhound Stadium di Londra, adibito alle corse dei cani. Si narra che la ditta Halfords, da cui erano state noleggiate le bici, non rivolle più indietro i sellini, dopo aver saputo a cosa erano serviti. In seguito poi, a causa delle critiche di offesa al pudore, il poster fu rimosso dalle confezioni dei dischi e sostituito con un coupon attraverso cui richiedere la spedizione consensuale della fotografia. 

I Queen quindi spaziarono tra esagerazione, divertimento e follia nel loro settimo album. Lo dimostra anche la leggendaria festa di New Orleans che sembra aver succeduto il lancio del disco. Si racconta di nani che giravano tra gli ospiti con vassoi pieni di cocaina in testa, drag queen, giocolieri e mangiafuochi. Insomma, la band non si fece mancare nulla e rinunciò alla sobrietà. Qualche anno più tardi, però, Roger Taylor avrebbe smentito la leggenda dei nani. C'erano sì sesso e droga, ma non a quei livelli!

In ogni caso, sia per la sperimentazione che per l'originalità, JAZZ è sicuramente un album molto interessante, da alcuni fan ritenuto "il capolavoro mancato" dei Queen.  

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