La carriera degli Stormy Six in 10 brani

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li Stormy Six al parco di Monza nell’autunno del 1966. Da sinistra: Alberto Santagostino, Franco Fabbri, Fausto Martinetti, Maurizio Masla, Toto Zanuso, Giovanni Fabbri.

Tra il 1965 e il 1983 gli Stormy Six hanno costruito una carriera piena, diventando maestri della canzone d'autore e ottenendo un grande successo europeo e nazionale. Ecco la loro carriera in 10 brani.

Nel 1966 uscì il primo 45 giri degli Stormy Six, contenente Oggi piango, cover di All or Nothing del gruppo mod Small Faces, e soprattutto Il mondo è pieno di gente, primo singolo originale composto da Franco Fabbri.

Il primo LP, LE IDEE DI OGGI PER LA MUSICA DI DOMANI (1969) è preceduto dall'uscita di Lui verrà/L'amico e il fico, secondo 45 giri sempre pubblicato dalla Bluebell. È il 1967, i Rolling Stones si preparano alla loro prima tourneé italiana, e gli Stormy Six vengono scelti come uno dei gruppi spalla.

Dopo alcune uscite come Alice nel Vento Il venditore di fumo, nel 1971 gli Stormy Six realizzano Leone, che diventerà un tormentone estivo. Per l'omonimia con il Presidente della Repubblica dell'epoca, Giovanni Leone, il gruppo inizia ad avere un'aura politica che diverrà sempre di più un marchio di fabbrica.

La manifestazione infatti è la prima canzone esplicitamente politica. Viene rilasciata nel 1971, anno in cui gli Stormy Six entrano a gamba tesa nel settore della "canzone politica". E si scontrano anche con la censura applicata dalla Commissione d'ascolto della RAI sul loro album L'UNITÀ, UN CONCEPT ALBUM.

Sotto il bam-bù è il tentativo della casa discografica di rimettere gli Stormy Six su dei binari innocui. Il testo del brano, che dovrebbe far parte di UN DISCO PER L'ESTATE, viene modificato dal gruppo. La RAI lo boccia, e la casa discografica è costretta a pubblicare Sotto il bam-bù con un testo ulteriormente rimaneggiato. Questo episodio di censura diventa uno strumento politico nelle mani della stampa di opposizione.

GUARDA GIÙ DALLA PIANURA viene inciso nel 1973, in collaborazione per la prima volta con Umberto Fiori, Carlo De Martini e Tommaso Leddi. L’album è una testimonianza delle proteste di diversi Paesi nel mondo.

Il 1975 è l'anno di Stalingrado La Fabbrica, tra i brani di maggior successo del gruppo. L’album che li contiene, UN BIGLIETTO DEL TRAM, viene pubblicato dalla Cooperativa L’Orchestra, nata da pochi mesi con il progetto di diventare un’etichetta discografica indipendente.

Dopo il grande riscontro di Stalingrado e La Fabbrica, che diventano dei veri e propri inni a festival, manifestazioni, occupazioni, feste dell’Unità, i nuovi fan degli Stormy Six rimangono spiazzati da CLICHÈ, il successivo album del gruppo, totalmente strumentale. Nonostante lo sgomento del nuovo pubblico, l’album viene apprezzato ampiamente dalla critica jazz internazionale.

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Con L’APPRENDISTA gli Stormy Six entrano con piena dignità nel mondo del prog. Ancora una volta vengono pubblicati da L’Orchestra (in collaborazione con il Consorzio Comunicazione Sonora, connubio delle più importanti etichette discografiche indipendenti dell’epoca). È con MACCHINA MACCHERONICA, nel 1980, che il gruppo diventa davvero europeo, vincendo il premio come miglior album rock dell’anno, attribuito dalla critica discografica tedesca, che scarta invece i Police, al secondo posto.

AL VOLO è l’ultimo album pubblicato durante i principali anni di attività degli Stormy Six: viene rilasciato nel 1982, e poco tempo dopo la band decide di sciogliersi, per riunirsi occasionalmente (per dirne due, a Torino nel 1997, al Festival Settembre Musica e a Cividale del Friuli nel 2005, al Mittelfest).

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