Intervista ai Legno: “Il nostro superpotere? Scriviamo canzoni!”

Esce domani, venerdì 27 novembre, UN ALTRO ALBUM il secondo disco dei  Legno. Abbiamo intervistato Legno Triste per farci raccontare qualche anticipazione.

Pubblicato da Matilde Dischi / Artist First, UN ALTRO ALBUM è il secondo disco dei LEGNO, progetto indipendente formato da due artisti (Legno Triste e Legno Felice), ma anche due supereroi, la cui identità rimane sconosciuta. Li conoscerete già sicuramente per i loro singoli Affogare, Hollywood e Instagrammare, in rotazione nelle maggiori radio italiane e da venerdì 27 novembre potremmo godere di tanti altri brani!

Il nuovo disco è accompagnato da un inedito fumetto in cui i Legno diventano dei supereroi che dovranno riuscire a compiere una precisa missione. I due ci tengono molto a specificare che si tratta di un fumetto vero e proprio creato con l’intento di dare un valore al disco come supporto fisico, valore che si sta perdendo. L’idea della graphic novel nasce dalla loro passione per il mondo dei supereroi e dal loro immenso desiderio di farne parte. Per la realizzazione del fumetto i LEGNO hanno lavorato con il disegnatore Niccolò Storai e Francesca Del Sala.

– Come mai avete deciso di rilasciare un disco durante un periodo di lockdown così serrato? è un atto di grande coraggio ma anche un po’ di masochismo: non si può fare promozione dal vivo, incontrare i fan o fare concerti…
Secondo noi l’arte non si deve fermare in nessun caso, esistono varie modalità per fare promozione e live (daremo delle notizie a breve). Questo poi era un disco che aveva bisogno di essere tirato fuori, pensare che era già stato rimandato durante il primo lockdown… È un futuro molto incerto per tutti, ma di rimanere nell’incertezza per così tanto tempo non ne avevamo voglia, e speriamo di dare un po’ di speranza a chi ascolta, ai ragazzi che ci seguono. Comunque la vita non si ferma, ci riabbracceremo più avanti e quando ci riabbracceremo chi avrà ascoltato il disco saprà ancora meglio le canzoni!

– Il filo conduttore dell’album è sicuramente l’amore in tutte le sue forme. Alla fine di tutto, riascoltando ciò che avete scritto, riuscireste a definirlo? Avete capito cos’è?
Se avessimo capito cos’è l’amore probabilmente saremmo gli uomini più potenti del mondo! Ci proviamo scrivendo canzoni, facendo psicanalisi su stessi e analizzando le storie degli altri, ne è un esempio Delia, la focus track del disco: questa nostra fan ci aveva raccontato un periodo difficile della sua vita: tra l’università e il ragazzo con cui si era lasciata e le abbiamo voluto dedicare questa canzone. La bellezza dell’amore è che ti fa rimanere come un bischero sotto l’acqua con la bocca aperta, è il motore, nella buona e nella cattiva sorte, della nostra vita e della nostra società.

– A proposito di Delia, come è nato questo incontro? E poi, ha già ascoltato il brano a lei dedicato? E come l’ha presa?
Delia è una delle prime che ha creduto nel nostro progetto fin dagli inizi. Oltre a essere una nostra fan per noi è un’amica, quindi è stato più semplice perché ogni tanto si racconta con noi. Lei ha sentito il pezzo sia finito che mentre lo facevamo, è nato proprio così di getto quando ci aveva raccontato questa cosa per telefono, e si era commossa tantissimo. Il nostro obiettivo è quello di far rispecchiare le persone nei nostri testi e di Delia ce ne sono tantissime in giro. Speriamo che questa canzone faccia passare il messaggio che delle volte anche piangere e commuoversi è un segno di forza, anzi, si è più forti quando si piange rispetto a quando non si piange.

– All’interno dell’album vediamo collaborazioni con Wrongonyou e coi Rovere. Come sono nati questi feat?
Molto a caso, come tutte le cose belle. Con i Rovere è nata proprio durante il primo lockdown, scambiandoci le classiche battute “ah voi Legno e noi Rovere, facciamo un pezzo insieme” oppure “andiamo a registrarla all’Ikea” e da lì è nata questa amicizia virtuale e abbiamo scritto la canzone. Con Wrongonyou invece eravamo negli studi Warner a fare delle writing session ed è nato un feeling che andava sviluppato.

– Nel fumetto allegato al disco siete dipinti come due supereroi e si sa, qualsiasi supereroe che si rispetti ha hai dei superpoteri… quale vorreste fosse il vostro?
A me personalmente piacerebbe poter volare, ci abbiamo anche provato durante la registrazione di un video ma eravamo su un palazzo di sei piani e ci abbiamo ripensato. Poi in realtà, se ci penso, già quello che facciamo si potrebbe considerare un superpotere: raccontare storie arrivando al cuore delle persone, e in un momento così difficile anche farle sorridere un po’.

– Ed è proprio da questa passione per i supereroi che poi avete deciso di mantenere segreti i volti dietro al progetto Legno…
Sì, per tutti i supereroi che si rispettino l’anonimato è d’obbligo. Oltre a questa motivazione abbiamo entrambi un passato musicale alle spalle e volevamo resettare tutto, non mostrare le nostre facce e soprattutto volevamo far arrivare in primis le canzoni, in un mondo pieno di apparenza dove ci si deve far notare in tutti i modi noi ci siamo voluti nascondere per far emergere la nostra musica.

– State già pensando a dei live, per quando si potrà?
Ci stiamo mettendo d’accordo con dei locali per cercare di creare dei contenuti a distanza, dei concerti virtuali ma cercando di arrivare comunque alle persone che avevano acquistato un biglietto per venirci a vedere.


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