Perché il video di “Thriller” può dirsi un’opera d’arte?

Nel 1982 usciva il leggendario album di Michael Jackson, accompagnato da tracce indimenticabili e di successo, in particolare la title track, il cui videoclip è considerato una piccola perla del cinema. Volete sapere perché?

Proviamo a unire un artista all'apice del suo successo e un brillante regista di genere horror. Il risultato è un videoclip da quattordici minuti girato in pellicola 35mm alla modica cifra di 500.000 dollari. Stiamo parlando di Thriller, la settima traccia dell'omonimo album di Michael Jackson che, il 30 novembre 1982, infiammò la scena musicale. Il disco vendette un milione di copie e si aggiudicò 8 Grammy Awards

Tra i brani spiccano Beat It, con un'indimenticabile assolo alla chitarra di Eddie Van Halen e Billie Jean. Poi ancora The Girl Is Mine, in duetto con Paul McCartney e i Toto e infine ThillerInsomma, su nove brani almeno sette raggiunsero larghe approvazioni di pubblico e critica. Ma Michael Jackson voleva assolutamente accompagnare la title track con un videoclip. E, dopo aver visto al cinema Un Lupo Mannaro Americano a Londra (1981) di John Landis, il suo obiettivo era quello di creare la stessa atmosfera nebulosa e orrorifica per il suo brano. Con lo stesso regista. 

La richiesta fu inizialmente declinata dalla Epic Records, che non era disposta a spendere quasi un milione per un video musicale. Ma Jackson minacciò di girarlo da solo e, dato che all'epoca era ancora un ragazzino che viveva con i genitori, per tutelarlo la casa di produzione accettò la sua proposta. Così, nell'ottobre 1983, Los Angeles divenne la location di una produzione da brividi, che si avvalse del truccatore Premio Oscar Rick Baker. Non solo: il cortometraggio richiese una minuziosa attenzione ai dettagli sonori, tanto da avvantaggiarsi della voce narrante del celebre attore horror Vincent Price. L'iconico ululato, invece, fu ricreato dallo stesso Jackson, dopo che l'esperimento con l'alano dell'autore Rod Temperton era fallito

Il cinema da cui escono Jackson e la coniglietta di Palyboy Ola Ray, coprotagonista del video, è inveve lo storico Palace Theatre, che riporta le locandine de La Maschera di Ceracon Vincent Price, e Slok di John Landis. 

Thriller è poi il primo videoclip ad avere una trama e un'estetica fotografica, oltre che una peculiare modalità narrativa. L'incipit infatti ritrae Jackson nelle vesti di un lupo mannaro, ma tale scena si scopre poi essere parte di un film guardato da lui e la fidanzata al cinema. Un'operazione metanarrativa di indubbia originalità, che si traduce poi in un imprevista irruzione zombie dal cimitero in omaggio a George Romero. Così, la trama non incornicia solo una parodia del genere horror, ma tratteggia una filosofia identitaria, tra realtà e fantascienza. 

Per questo il critico musicale Joe Vogel definisce Thriller come "Il Citizen Kane dei cortometraggi" in onore dell'intramontabile Quarto Potere di Orson Welles. E non possiamo certo dargli torto dato che, per la prima volta, un videoclip raggiunse la qualità estetica di un frammento cinematografico, tanto da aver quasi toccato gli Oscar ed essere stato ripresentato nel 2017 alla Mostra del Cinema di Venezia

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