Led Zeppelin: il debutto americano e la scommessa dei Vanilla Fudge

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Fu Denver a ospitare il debutto americano dei Led Zeppelin, il 26 dicembre 1968. Un debutto che, non fosse stato per i Vanilla Fudge, non sarebbe mai avvenuto.

Mancavano poche settimane alla data di Denver, nata come un concerto di Vanilla Fudge e Spirit, quando l’agente dei Vanilla alzò la cornetta del telefono per convincere Barry Fey, promotore del concerto, ad aggiungere un terzo gruppo all’evento. Fey ricorda la telefonata nel suo libro di memorie, Backstage Past, e anche il suo iniziale rifiuto (il concerto era già sold out). Ma Ron Terry insistette:Barry, questo gruppo si chiama Led Zeppelin. Diventeranno dei grandi”.

Nonostante il nome accattivante, che combinava in un ossimoro “dirigibile” e “piombo”, il promoter aveva ancora qualche dubbio. Ma il suo interlocutore era deciso a non mollare l’osso, e rilanciò con un’offerta impossibile da rifiutare.

I Vanilla Fudge hanno accettato di dare $750 della loro paga ai Led Zeppelin, se pagherai anche a loro $750.

Con il senno di poi, sorridiamo a leggere una cosa del genere. Ma allora i Vanilla Fudge stavano scommettendo su un gruppo di cui nessuno aveva sentito parlare in America. Il gesto incuriosì così tanto Fey da convincerlo ad aggiungere i Led Zeppelin allo show. E non avrebbe potuto scommettere meglio: dopo averli introdotti al pubblico, Fey rimase folgorato dallo show dei Led Zeppelin, che portarono la gente al delirio. E non solo i presenti: anche chi aveva seguito il concerto dalla stazione radio rock KLZ di Denver aveva perso la testa.

Tanto che, la mattina seguente, il direttore del programma radio, Max Floyd, telefonò a Fey per chiedergli chi diavolo fossero quei rockers che avevano intasato le linee telefoniche della radio. Fey aveva una copia inedita dell’album di debutto degli Zeppelin, e la portò in radio, dove l’album venne trasmesso non stop per tutta la giornata. Insomma, chiunque avesse ascoltato quel debutto aveva immaginato in un lampo in futuro di quel gruppo sconosciuto.

Come disse Fey:

Non c'era bisogno di essere un genio per sapere che gli Zeppelin sarebbero stati un successone. Mio Dio. La gente stava impazzendo!

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