Genesis: le 4 canzoni più amate da FOXTROT

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Nel luglio 2019, Prog UK ha chiesto ai suoi lettori di votare le proprie canzoni dei Genesis preferite. Ben 40.000 persone hanno preso parte alla votazione. Ecco le canzoni più amate da FOXTROT:

Watcher Of The Skies

I Genesis entrarono agli Island Studios nell’agosto del 1972 sotto la direzione di Bob Potter, ben presto rimpiazzato da David Hitchcock. All’epoca, Watcher Of The Skies era già saldamente presente nella setlist della band, con il Mellotron di Banks che introduceva l’arrivo di Gabriel nel caratteristico make up e costume con le ali di pipistrello ai lati della testa: si trattava dell’Osservatore
(watcher in inglese), un visitatore alieno che guardava il pianeta Terra ormai disabitato dopo l’estinzione della razza umana.

Il crescendo ritmico iniziale staccato e sincopato di Rutherford e Collins è passato alla storia.

Get’em Out By Friday

Un pezzo epico che utilizza sia il realismo che la fantascienza per scagliarsi contro l’avidità che contraddistingueva tanti padroni di casa all’inizio degli anni
70. La linea temporale infatti arriva fino al 2012 e la storia è raccontata attraverso
tre personaggi principali: l’imprenditore e locatore John Pebble, il suo braccio destro Mark Hall e l’inquilina Mrs Barrow, che è preda delle macchinazioni di Pebble. Ovviamente Peter presta la voce a tutti e tre i personaggi. La canzone si conclude con un'allusione ai punti di contatto tra le società senza scrupoli e le confraternite religiose.

Get ‘Em Out By Friday è stata suonata dal vivo solo ventotto volte, la prima delle quali durante la BBC Session del 25 settembre 1972 e l’ultima il 12 ottobre del 1973 al Winter Gardens di Bournemouth. Gabriel sul palco indossava un costume per ogni personaggio. 

Can-Utility And The Coastliners

Le fondamenta di questo brano sono costituite dalla delicata chitarra a 12 corde
di Steve Hackett. Il testo, scritto dallo stesso Hackett, racconta la storia del
Re Canuto il Grande, il quale per dimostrare ai suoi sudditi che non era onnipotente, decise di portare il suo trono in riva al mare e farsi bagnare dalla marea.

Il segreto di questo pezzo sta probabilmente nella melodia – molto amata anche da Steven Wilson. Quando spuntano le tastiere di Banks e la chitarra elettrica, la canzone prende letteralmente il volo. Esistono delle versioni live di lunghezza maggiore su alcuni bootleg che anticipano la pubblicazione di FOXTROT e che sono interessanti da ascoltare: il titolo provvisorio del brano era Bye Bye Johnny o Rock My Baby.

Supper’s Ready

Secondo tanti appassionati, non si tratta solo della madre di tutte le canzoni di lunga durata dei Genesis, ma anche del punto più alto dell’intera scena prog. Oltre 23 minuti di durata, sette parti in cui i temi musicali fluiscono uno nell’altro, unendo elementi di musica classica all’energia del rock in modo sconsideratamente ambizioso.

A quanto pare, il testo di Supper’s Ready è basato su alcuni incubi avuti dalla moglie di Gabriel e sull’Apocalisse di Giovanni. C’è anche un libero utilizzo del surrealismo, forse frutto della fusione delle figure di Salvador Dali e Sigmund Freud.

La cosa divertente è che questo ben di Dio non è stato concepito e assemblato sulla cima di una montagna o nella Reggia di Versailles, ma in un refettorio sottostante la Una Billings School of Dance a Londra, Shepherd’s Bush. Come ricordato da Hackett, mentre la band provava si poteva sentire distintamente attraverso il soffitto il rumore prodotto dalle ragazze impegnate a imparare a ballare il tip tap.

Secondo Mike Rutherford, la fortuna ha giocato un ruolo determinante nella riuscita della suite, perché i cinque non erano affatto sicuri di quanto stavano facendo. Gabriel invece ha detto di essere stato influenzato dal romanzo cristiano di John Bunyan, The Pilgrim’s Progress.

Molti fan pensano che ognuno dei 23 minuti di Supper’s Ready siano l’apice dei Genesis. Ogni volta che l’ascolti scopri qualcosa di nuovo.

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