Come Peter Sinfield coniò il nome dei King Crimson

pete sinfield

I King Crimson hanno scritto la storia del progressive anni Settanta con testi visionari ed evocativi e un nome iconico. E, dietro tutto questo, c'è lo zampino del brillante musicista e paroliere Peter Sinfield. 

L'anima di Peter Sinfield  è incorporata nella genesi dell'immaginario onirico dei King Crimson. Con la band, Sinfield cominciò a collaborare nel 1969, ponendo la prima pietra di un gruppo avanguardista, surreale e fortemente inebriato dalla letteratura mistica ed esoterica. E in questo possiamo già citare i primi approcci del giovane Peter, che scoprì l'amore per poeti come Yeats, Blake e Shakespeare in una libreria di Notting Hill, a Londra. Qui rimase anche affascinato dal codice di archetipi di Gustav Jung e dalla magica combinazione stilistica ed estetica di gusti differenti, che poi sarebbe subentrata nella tradizione dei King Crimson.

Dietro i primi quattro album del gruppo, IN THE COURT OF THE CRIMSON KING (1969), IN THE WAKE OF POSEIDON (1970), LIZARD (1970) e ISLANDS (1971) c'è sempre il tocco di Sinfield. A partire dal nome stesso della band, in onore di un misterioso Re Cremisi nella sua corte dalle fattezze circensi.

Sembra che la sua figura tragga origine dal principe dei demoni, Beelzebub, che deriva dalla traduzione del termine arabo B'il Sabab, ovvero "l'uomo con uno scopo". C'è quindi una forte intenzionalità artistica agli albori del progressive rock e questa si sprigiona dall'originaria vena creativa di Sinfield. 

Attraverso una simbologia complessa e plurinterpretativa, Sinfield conia un vero e proprio immaginario estetico, che dirompe fin dall'album d'esordio. Tra menestrelli, fantasmi, burattinai e regine della notte, Peter tratteggia il locus amoenus della schizofrenia rock degli ultimi anni Sessanta. Quella che vede gli uomini sfregiati dal Vietnam come creature dilaniate dalla turbolenza della loro anima. Ma non solo: racconta anche la nuova era dell'informazione, la manipolazione delle idee da parte dei poteri forti, come se ci fosse un sovrano dalla malvagità controversa che plasma gli ideali di un'intera generazione. Perché in Sinfield la filosofia dell'occulto si intreccia con una forte componente politica e sociale

Lo avrebbe dimostrato attraverso la collaborazione con gli Emerson, Lake & Palmer, dal 1973. Nonostante la nuova parentesi musicale lungo tutti gli anni Settanta, Sinfield non perse mai quel tocco favolistico delle origini. Perché la sua stessa infanzia si è forgiata all'interno di un circo, in cui il piccolo Peter ha assaporato l'influenza estetica di trapezisti, acrobati e freaks di una realtà uguale e contraria alla nostra. Ed è proprio quella dimensione ambivalente e caleidoscopica che soggiace ai testi e alla musica dei King Crimson. 

Niente è come sembra, se non dopo una lettura approfondita e sfaccettata dei vari strati rock, jazz, classici e folk che affiorano dalla psicologia del Re Cremisi. E forse questa figura è talmente sotterranea e intricata da non riuscire a venire alla luce se non attraverso quei frammenti poetici e bellissimi che tratteggiano la discografia dei King Crimson con Sinfield.

Potrebbe far paura addentrarsi nell'inconscio infernale e primordiale di una mente allucinatamente prolifica, ma questa è una sfida che siamo invogliati ad accettare. Oltre il tempo e lo spazio, in un'eterna dimensione limbica dalle fattezze carroliane, riecheggia il sound mirifico dei King Crimson e la mente che lo ha accompagnato. 

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