747 (Strangers In The Night): come i Saxon spiccarono il volo

saxon

Ispirato da un documentario della BBC e da Frank Sinatra, Biff Byford scrisse il testo di un brano destinato a diventare un inno del suo gruppo, i Saxon.

Il Grande Blackout nel Nordest (come lo si ricorda) ebbe luogo il 9 novembre 1965. A causa di disastrosi problemi tecnici, migliaia di persone sulla costa nord
orientale degli Stati Uniti e del Canada rimasero senza elettricità per 13 ore. Il problema riguardò anche l’illuminazione delle piste di atterraggio negli aeroporti, costringendo molti aerei a dirigersi altrove.

Ora siamo nel 1979 e il frontman dei Saxon, Biff Byford, ha una folgorazione
assistendo a un documentario della BBC sul blackout: nel giro di pochi giorni, i Saxon completano 747 (Strangers In The Night), che diventerà uno dei suoi inni immortali, oltre che una delle loro maggiori hit. Ricorda Byford:

Guardavo quel documentario e in qualche modo tutto s’incastrò, capisci? Avevo sentito un’altra canzone, dove c’era un verso che diceva ‘riding on a 747’, e mi era
rimasta in testa. A quel punto tutto sembrò fondersi assieme. Per prima cosa, mi venne in mente la melodia per il ritornello. Mi sembra di ricordare che scrissi quell’arpeggio nel ritornello con le parole ‘Strangers in the night’. Probabilmente pensai alla famosa canzone del 1966 di Frank Sinatra – le sillabe sono le stesse. Come è noto, io sono un grande fan di Sinatra. Adoro il suo fraseggio. Per cui, quando saltò fuori quel riff tutto s’incastrò alla perfezione.

I Saxon registrarono WHEELS OF STEEL, il loro secondo disco, oggi riverito come un grande classico e punto fermo della New Wave of British Heavy Metal.

Carrellata mozzafiato di brani dai riff micidiali, WHEELS OF STEEL fu il momento in cui i Saxon cementarono la loro reputazione di maestri del genere, capaci di
brani ruggenti come Motorcycle Man e Wheels Of Steel e di altri più inclini
all’hard rock melodico come 747 (Strangers In The Night)

Inaspettatamente raffinato e coinvolgente, il brano offrì qualcosa di diverso dal consueto repertorio di testi metal focalizzati sul fantasy, l’horror e il fare festa.

Doveva essere così. Avevo quest’immagine della corrente che va via proprio mentre stai per atterrare e le luci dell’aeroporto si spengono. Gli aerei che vengono dirottati altrove, e le città che piombano nel buio. Pensavo che fosse un’idea potente... Pensavo al fatto che il blackout in fondo facesse incontrare gente che non si conosceva, gente straniera. Si dice che nove mesi dopo arrivarono un sacco di bambini. E immagino che ci siano stati anche un sacco di saccheggi. Così, misi tutto assieme. Certe parti della canzone, a livello logico, non reggono. Lo so. Ma mi è venuta così. Fu un momento di pura ispirazione.

WHEELS OF STEEL fu pubblicato nel maggio 1980 e fu subito un successo, arrivando al n. 5 in Inghilterra e ottenendo risultati simili nel resto dell’Europa. La sua popolarità fu aiutata dal fatto che 747 (Strangers In The Night), che era perfetta per le radio, fu pubblicata come singolo e schizzò ai piani alti delle classifiche britanniche, sfiorando la Top 10

Cosa ancora più importante, la canzone fu immediatamente amata dai fan dei Saxon, diventando una delle canzoni metal più iconiche degli anni 80. Quarant’anni dopo, i Saxon hanno deciso di celebrare questo traguardo concentrandosi sul materiale tratto dai primi dischi classici. E naturalmente hanno stabilito che avrebbero eseguito 747 (Strangers In The Night) ogni sera, proprio come hanno fatto in quasi tutti i concerti fatti sin da quei giorni lontani dei primi anni 80. 

WHEELS OF STEEL
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