Sid Vicious ha veramente ucciso Nancy Spungen?

sid e nancy

Il 2 gennaio 1979 ebbe inizio il controverso processo per omicidio di Sid Vicious, accusato per la morte della compagna Nancy. Ma quali sono le ipotesi?

Johnny Rotten ha recentemente affermato di sentirsi in colpa per la morte del suo collega e amico bassista Sid Vicious. Forse perché quel ragazzo timido, fragile e dalla psiche complessa e sfregiata non avrebbe mai dovuto essere l'alfiere dei Sex Pistols e della generazione punk che animava la Londra anni Settanta. Ma la storia ha fatto il suo corso e l'estetica di Sid vive nella leggenda della sua immagine dibattuta e dilaniata da un evento fatale.

Stiamo parlando dello storico processo per omicidio che iniziò il 2 gennaio 1979, additando Sid come il fautore della morte della sua compagna, Nancy Spungen. Proprio lei, una ragazza di orgini borghesi, estrema, anticonvenzionale e turbolenta, cambiò per sempre la storia di un musicista ancora adolescente. 

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Tutto era iniziato a un concerto londinese degli Heartbreakers nel 1977. Lì, Nancy era apparsa a Vicious nella sua femminilità greve e distorta che la connotava come una groupie diversa dalle altre. Non una fatina dal look ricercato, ma una ribelle arrabbiata dai capelli biondo platino. Un'eroinomane, così come la madre di Sid, Annie.

Nasce così una storia d'amore che vive di droga e psicologia conturbante, potenziata da un immaginario sadomasochista che coinvolgeva la coppia anche in sfrenati exploit pubblici. Ed è per tutti questi aspetti controversi che la morte di Nancy, avvenuta per accoltellamento il 12 ottobre 1978, può essere una certezza o un mistero. 

I due amanti si erano trasferiti al Chelsea Hotel di New York il 24 agosto 1978, dopo l'ultimo concerto dei Sex Pistols a San Francisco. E in quella struttura che aveva accolto poeti del rock come Bob Dylan si consumò una notte di sangue. Era l'11 ottobre e Sid aveva appena preso 30 Tuinal, una composizione di barbiturici la cui assunzione eccessiva può indurre uno stato comatoso. Al tempo stesso, anche la Spungen aveva chiesto a Rockets Redglare, guardia del corpo di Sid con velleità da spacciatore, di procurarle degli antidolorifici oppiacei. Insomma, i due non erano propriamente nello stato di intendere e volere e si trascinarono in quella condizione visionaria fino alle prime luci del mattino. Quando poi l'orologio battè le ore 10 il fattaccio era già accaduto. Nancy sostava senza vita sul pavimento del bagno, accoltellata al petto. 

Certo, su quel coltello c'erano le impronte di Sid e il giovane, arrancando disperato tra i corridoi dell'hotel, aveva inizialmente ammesso la sua colpevolezza, per poi negarla. Da qui i dubbi si dipanano sia sull'atto in sé, dato che Sid avrebbe potuto trovare il coltello già davanti al cadavere di Nancy, sia sull'intenzionalità del gesto. Ed è quest'ultimo che suscita perplessità, dato che tutti i conoscenti di Vicious hanno dichiarato l'impossibilità di un tale gesto da parte del musicista, soprattutto contro la sua amata. A lei Sid aveva dedicato una lista dei 12 motivi per cui era innamorato e il vortice passionale che lo legava a Nancy sarebbe solo potuto sfociare in un atto incidentalenon colposo. Magari l'esito di una notte passionale finita male oppure una forma di duplice suicidio, come sostiene il manager dei Sex Pistols, Malcom McLaren. 

La ricostruzione affidata al documentario Who Killed Nancy? (2009), sottolinea poi come Vicious fosse troppo stordito dai farmaci per imprimere tanta violenza. Al tempo stesso versioni alternative puntano il dito contro Redglare, che avrebbe tentato di rubare del denaro, venendo sorpreso da Nancy e infierendo sulla ragazza. Oppure che sia stata la stessa Spungen, vittima di un gioco pericoloso con Sid, ad autoinfliggersi i colpi. In tutte queste versioni, l'innocenza di Vicious si fonda sulla sua incapacità di agire a causa dell'abuso di farmaci. E sembra che, se il processo al bassista si fosse concluso, questo sarebbe stato assolto. Tuttavia il 2 febbraio 1979, rilasciato su cauzione,  Sid si iniettò l'ultima letale dose di eroina, dopo aver già tentato il suicidio dopo l'arresto. 

Riecheggia così nella memoria la frase da lui spesso ripetuta: "Probabilmente morirò entro i 25 anni, ma avrò vissuto nel modo in cui volevo". Può essere così che Sid abbia dato sfogo a un ultimo, disperato gesto, inerme di fronte alla verità sulla morte di Nancy. Oppure che la sua psiche sia crollata sotto i sensi di colpa di una realtà che potrebbe essere avvenuta, in un eccesso di violenza, ma che lui non ricorda. Le sue ceneri, dunque, trascinano via l'ultimo appiglio di verità, che rimane velata dall'annebbiamento farmacologico. Ed è anche vero che non venne mai aperta una vera e propria inchiesta sull'omicidio di Nancy, rendendo tutti i testimoni sopravvissuti papabili colpevoli. 

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