Le 7 cose più belle di THE DOORS, primo album dei Doors

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Il disco d'esordio di Jim Morrison e la sua storica band, datato 4 gennaio 1967, è tanto leggendario quanto gli aneddoti che ne hanno tratteggiato la genesi. Ecco a voi 7 curiosità sull'iconico debutto dei Doors. 

La storia di Moonlight Drive

La storia dei Doors comincia con una spiaggia e una canzone. Siamo a Venice Beach, Los Angeles, nel 1965, e Jim Morrison, giovane poeta già avvezzo all'LSD, siede sulla sabbia con la sua chitarra. Sta componendo un pezzo quando lo avvicina Ray Manzarek, suo compagno d'università all'UCLA School Of Theatre. Gli chiede di cantargli quel brano misterioso che porta il titolo di Moonlight DriveUn'elegia malinconica dal tocco blues, graffiata dalla voce sospirata di Morrison che incanta Manzarek. Quello è il brano che forgia i Doors, il primo cantato dalla formazione con John Densmore alla batteria e Robby Krieger alla chitarra. Tuttavia è anche il grande escluso del primo album, dato che la band non è riuscita in studio a dargli quella componente mistica che lo connotava dal vivo.

Un titolo iconico 

Ogni band che si rispetti vuole poi un nome distintivo e leggendario. Così accade per i Doors, che coniano il loro album d'esordio con lo stesso nome del gruppo. E questo proviene dalla penna di Jim Morrison, o meglio, da un componimento del poeta simbolista inglese William Blake, che recita: "se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all'uomo come realmente è: infinita". Espressione che dà idea di ciò che può scaturire da una combinazione di menti complesse e poeticamente votate alla creatività. Tuttavia una componente importante, come poi sottolineerà Krieger, è data anche dall'incentivo liberatorio delle droghe allucinogene. Non a caso il nome della band richiama anche un libro di Aldous HuxleyThe Doors Of Perceptionsui primi approcci alla droga dell'autore. 

Tra complesso edipico e rifiuto parentale

Una delle canzoni più febbrili dell'intero album è The Endche già ai primi live al Whisky a Go Go suscitava l'adorazione del pubblico. Soprattutto è controversa la celebre frase di Jim che chiudeva ogni concerto dopo la canzone: "Father I Want To Kill You, Mother I Want To Fuck You". Un controcanto della sofocliana tragedia Edipo Rei cui versi venivano recitati dallo stesso Morrison nel brano. Tuttavia, sotto la celebrazione letteraria riposa un significato più profondo. Sembra infatti che Morrison avesse fatto credere a tutti che i genitori fossero morti, quando in realtà non era vero. Con il padre, però, severo capitano di marina, non riallacciò più un rapporto dopo il successo. Rimase in contatto solo con il fratello e la madre. Quest'ultima, invitata ad assistere a un concerto, pianse tutte le sue lacrime per The End

In ricordo del Whisky a Go Go 

Al locale notturno losangelino per eccellenza, il Whisky a Go Go, i Doors avevano mosso i primi passi, incitando il pubblico in sodalizi artistici così coinvolgenti da lasciare il segno. Per questo inizialmente il debutto discografico doveva essere un live album. Poi, con la registrazione in studio, la band volle mantenere la stessa resa di un concerto. E venne tutto molto naturale, dato che il gruppo aveva suonato così tante volte quelle canzoni da performarle alla perfezione al primo colpo. Ci furono problemi però proprio con The End, dato che, dopo l'incisione, Morrison si presentò in studio sotto effetto di LSD. Aveva visto una luce rossa e, pensando a un incendio, si era messo a distruggere qualsiasi cosa con l'estintore. Anche gli amati strumenti non vennero risparmiati, ma anni dopo tutti ci fecero una risata sopra

Il primo cartellone pubblicitario del rock

Un album così particolare richiedeva una valida promozione grafica. Ci pensò l'Elektra Records, con un megalitico cartellone pubblicitario sulla Sunset Strip, in modo da affacciarsi sulla strada più percorsa dai dj per recarsi al lavoro. Il risultato fu eccezionale, con una headline che recitava: "Break On Through With An Electrifying New Album", sullo sfondo dei quattro poeti dannati del rock in tutto il loro splendore. Grazie a quel cartellone, i Doors avevano catturato l'attenzione di un conduttore radiofonico, Bill Erwin, che ironizzò sulla loro scelta promozionale. Certo, era la loro immagine a parlare e non la loro musica, ma quei $1200 al mese di affitto dello spazio pubblicitario dovevano pur valere qualcosa. Infatti il cartellone ottenne il primato nella storia del rock ed è sicuramente parte della leggenda. 

Chi ha scritto Light My Fire? 

Un'altra canzone di indubbia eredità storica è Light My FireForse, però, non tutti sanno che il passionale brano è nato dalla penna di Krieger, a cui Morrison ha chiesto di scrivere un inedito per chiudere l'album. Così il chitarrista ha composto un ritratto eterno, che richiamasse un elemento incendiario come il fuoco. Non solo, ma ha donato al pezzo un'indimenticabile poliedricità sonora grazie all'inserimento di 14 accordi diversi di chitarra, tutti quelli che conosceva. Una conquista eccezionale per un musicista esordiente di appena vent'anni. Tuttavia Jim volle aggiungere anche il suo personale ritocco, con l'aura cimiteriale e mortuaria che accompagna la seconda strofa. La canzone era perfetta, ma non sarebbe mai passata in radio per la lunghezza. A malincuore i Doors accettarono un troncamento in tre minuti e il brano diventò un successo epico

Ricordi la prima volta?

Chiudiamo la nostra selezione con un compendio mnemonico di Robby Krieger, che a decenni dalla fine dei Doors ricorda ancora quel debutto suonando i suoi brani con il figlio. Fu una vera e propria unione di anime musicali, con le sue ispirazioni di flamenco alla chitarra, l'eredità della Scuola di Chicago di Manzarek alle tastiere e lo spirito jazz di Densmore alla batteria.  A impreziosire tutto l'eterna aura maledetta del Re Lucertola, senza il quale non fu più possibile creare una nuova formazione a nome Doors. D'altronde, quel periodo in cui nacque tutto, ricorda Krieger, era l'iconica Summer Of Love di fine anni Sessanta. Lì gli artisti si aiutavano a vicenda, nella tiepida atmosfera della California in un sodalizio indimenticabile. 

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