Robert Fripp: l’innovatore testardo dei King Crimson

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“Robert non corrisponde all’idea di chitarrista rock che hanno i giornalisti: è molto tranquillo, riservato. Segue il suo cammino con intelligenza e determinazione. Non gli interessa il circo del rock’n’roll”.

In effetti, nel 1974, quando i King Crimson facevano parte di quel carrozzone chiamato rock, in molti non hanno compreso la sua decisione apparentemente folle di sciogliere la band proprio quando stava per pubblicare uno dei suoi album più riusciti, ovvero RED. All’epoca i Crimson sembravano sul punto di esplodere in America, oltre a consolidare i buoni risultati ottenuti in Europa. Per gli addetti ai lavori, oltre che per gli altri musicisti che facevano parte della band, sembrò un atto suicida, confermato dal fatto che poco dopo lo stesso Fripp iniziò a definire le altre band dell’epoca goffi dinosauri (due anni prima dell’avvento del punk, sia ben chiaro).

Ancora peggio, si scagliò contro l’intera industria discografica, destinata a suo dire a collassare di lì a poco a causa della sua miopia e ingordigia. È risaputo come in quel momento il chitarrista vedesse il suo futuro come quello di una “piccola unità mobile e indipendente”, destinata a viaggiare senza l’ingombrante e chiassoso codazzo che seguiva ovunque i suoi contemporanei. A tutto ciò, unì anche alcune profezie apocalittiche su come il mondo intero fosse sul punto di affrontare una crisi economica al cui confronto quella del 1929 sarebbe sembrata una passeggiata di salute.

EXPOSURE, il suo primo disco solista datato 1979, è alimentato dai principi del maestro spirituale JG Bennett e nei testi sono presenti riferimenti a future catastrofi dovute all’innalzamento degli oceani. Se all’epoca furono in tanti a non prenderlo sul serio, oggi osservando le problematiche legate al riscaldamento globale e l’attuale situazione economica non ci sarebbe da meravigliarsi se Fripp si lasciasse scappare un “ve l’avevo detto”.

Facciamo un passo indietro: quando aveva diciannove anni, Robert venne coinvolto in una rissa durante un ballo nel Dorset, in Inghilterra. Si mise in mezzo tra un amico e un coatto locale che cercava rogna: il fatto che il tale fosse il doppio di lui non gli impedì di intervenire. Purtroppo finì in ospedale con alcuni denti rotti e una brutta ferita alla bocca che richiese svariati punti di sutura. L’episodio ci dice qualcosa su quello che è ancora oggi l’atteggiamento di Fripp quando vede qualcosa che non va: non importa quali possano essere le conseguenze, lui è sempre pronto a muoversi per cambiare la situazione.

È il caso ad esempio della sua lunga battaglia legale contro la Virgin Records negli anni 90, successiva all’acquisizione da parte dell’etichetta dell’intero catalogo dei King Crimson in seguito al fallimento della EG. “Robert è molto tenace. È come un cane con il suo osso”, commenta Travis. “Mentre altre persone si sarebbero arrese al music business e ai giganti della discografia, dandogliela vinta, lui non si è fermato e gli è andato contro. La sua vittoria fu indubbiamente un caso raro nel settore, in cui il singolo musicista solitamente viene sempre schiacciato dagli interessi industriali”.

Anche se la battaglia sostenuta in tribunale non è stata dolorosa come la rissa in gioventù, senza dubbio poteva risultare potenzialmente debilitante, togliendo tempo e risorse preziose a livello creativo e artistico. “È una persona molto testarda, e questo aspetto credo si rifletta anche nella sua produzione musicale”, sostiene il chitarrista e cantante Jakko Jakszyk. Jakszyk era stato un fan dei King Crimson dai tempi di IN THE WAKE OF POSEIDON e proprio dopo aver visto un concerto della band alla Watford Town Hall nel 1971 ebbe l’ispirazione di prendere in mano la chitarra. Da allora ha collaborato con Michael Giles, Ian McDonald, Mel Collins e Ian Wallace nella 21st Century Schizoid Band ed è alla fine entrato a far parte dell’attuale incarnazione dei King Crimson. Questo percorso gli ha permesso di comprendere la loro musica in maniera estremamente profonda:

Alcuni album dei Crimson sono molto diversi tra loro, sembrano quasi provenire da band completamente differenti. Ma c’è sempre qualcosa a livello armonico, c’è un filo conduttore nel colore e nell’essenza di alcune melodie, che affiora ogni volta, ed è innegabilmente legato a Robert. I vari membri del gruppo hanno realizzato altri progetti, ma difficilmente nei loro lavori è possibile ritrovare l’essenza dei King Crimson. Cosa vuol dire tutto questo? Che Robert ha una grande disciplina, una forte focalizzazione e attenzione al dettaglio, che è lo specchio della sua personalità, del suo modo di essere.

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