L’incredibile storia dei dischi sovietici incisi su lastre a raggi X

Verso la fine degli anni Cinquanta, il rock 'n roll invase l'Unione Sovietica avvalendosi di un supporto inedito: lastre radiografiche trafugate da cliniche e ospedali su cui venivano incise le "canzoni criminali". Non un suono ottimale, ma l'unico modo di garantire la libera espressione musicale. 

Le chiamavano costole del rock. L'unico modo per i giovani dei Paesi Sovietici di ascoltare le blatnaya pesnya, ovvero le canzoni criminali bandite dal regime. Così, dal 1959 circa, il blocco orientale si dotò di un originale sistema di sopravvivenza musicale. Questo consisteva nell'incidere canzoni importate dal rock 'n roll americano, principalmente, su lastre per radiografie a raggi x. Un supporto inusuale per la musica che, tuttavia, grazie ai solchi simili a quelli del vinile, permetteva di creare dischi di 25-35 cm di diametro, con cerchi da 7 pollici e un foro centrale dato dalla bruciatura di sigaretta. 

Tutto avveniva nelle cantine cittadine, a opera di giovani contrabbandieri chiamati The Golden Dog Gangche si servivano di vecchi fonografi per la creazione delle loro gemme del rock. Un impegno lodevole, ma anche estremamente pericoloso, dato che gli artefici di tale attività rischiavano fino a cinque anni di lavori forzati nei gulag. Per questo c'era massima attenzione nello scambio, che avveniva in repentini passaggi sulle panchine dei parchi. L'estrema flessibilità dei dischi permetteva infatti di piegarli facilmente per nasconderli sotto i vestiti o nelle tasche. 

Non solo, ma bisognava prestare peculiare attenzione ai ragazzi del Komsomol (Unione comunista della gioventù) incaricati di setacciare e perquisire i luoghi incriminati. Spesso erano loro stessi a far circolare falsi roentgenizdat (rëbra) che, dopo un incipit musicale, lanciavano un feroce messaggio che incastrava il colpevole. Tuttavia, anche alcuni giovani stalinisti apprezzavano il jazz e il rock 'n roll americano, tanto da coprire spesso lo smercio clandestino. E all'epoca il prezzo di una costola del rock era di un rublo, dato che tutti sapevano dell'incredibile facilità e velocità di usura del disco. Al contrario, i vinili di musica legalizzata in commercio venivano 5 rubli

E pensare che oggi i rëbra sono veri e propri oggetti da collezione, con un prezzo papabile dai 60 ai 200 euro. La qualità estetica e visiva è indubbiamente intrigante, anche se la qualità del suono è pessima. Tuttavia questo non importava ai giovani sovietici, che potevano pregustarsi i tanto amati Elvis Presley, Glenn Miller, Duke Ellington, Pat Bone, Paul Anka, Bill Haley e Louis Armstrong. Il jazz, soprattutto, era la vera piaga per il regime, contro i valzer e le polke che diramava come musica socialmente accettabile. La "corruzione del capitalismo occidentale" appassionava invece i giovani Styliagi, additati dalla società più chiusa come dei fenomeni da baraccone. 

Mentre gli uomini portavano capelli lunghi, ma tirati indietro con la brillantina, pantaloni attillati e giacche e cravatte sgargianti, le donne adottavano un taglio di capelli alla maschietta, gonne a quadri e tacchi a spillo. Queste ultime erano in netta inferiorità rispetto ai ragazzi ma, come loro, avevano potuto assaporare il frangente di libertà postbellico. Quando i soldati sovietici erano tornati dai Paesi esteri con libri, dischi e film occidentali. Un vero sogno di pochi anni, prima che la Cortina si chiudesse con l'inizio della Guerra Fredda. Tuttavia necessario e sufficiente per alimentare una pittoresca e avanguardista sottocultura giovanile. 

A rappresentarla il film russo Stiljagi del 2008, con tanto di musica e gonne a campana alla Grease per tratteggiare un'epoca di cui oggi, con musica accessibile su qualsiasi piattaforma, non si può comprendere la drammaticità. Non era solo innocente svago, ma una vera e propria questione di sopravvivenza culturale, in una gabbia d'avorio che non lasciava spazio al libero pensiero. Così che erano spesso gli stessi giovani a sottoporsi a radiografie solo per avere lastre su cui incidere musica, quando queste non venivano recuperate dall'immondizia degli ospedali o richieste sottobanco ad amici e parenti nel settore medico.  

Tale rivoluzione non incornicia solo un'inedita sperimentazione musicale, ma offre la guida dell'esempio occidentalizzato dei flexi-disc. Si tratta di prodotti talmente flessibili, tascabili ed economici da essere venduti anche in allegato alle riviste o nelle scatole di cereali. La cultura quindi si rimodella e si modernizza traendo l'insegnamento di realtà storiche che forse non tutti conoscono, ma dovrebbero.  

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