Tutte le volte che Jim Morrison finì in manette

Il Re Lucertola era noto per il suo carattere fumantino, imprevedibile e non certo avvezzo al rispetto delle regole. Per questo Morrison fece spesso penare la polizia tra disturbo della quiete pubblica e atti osceni. Ma quanti arresti si contano sulla sua fedina?

La vita di una rockstar si misura anche sulla capacità di creare scompiglio nell'ordinaria quotidianità. Così la maggior parte dei musicisti rientra nell'idea di creatura votata agli eccessi e sempre pronta a spingersi oltre i limiti. Questo perché la pura libertà espressiva è conquistata da coloro che non hanno paura di raggiungerla. Ma i comportamenti imprevedibili e incontrollabili spesso portano a tragici esiti, senza possibilità di ritorno. E Jim Morrison, storico frontman dei Doors, lo sapeva bene. 

Così nel 1965 fondava la sua ipnotica band e, sei anni dopo, già si trovava tra le braccia della morte, in quella triste giornata estiva del 1971. Ma durante la sua breve e intensa vita, Jim ebbe modo di farsi riconoscere nello star system delle rockstar per i suoi comportamenti ribelli. Eccessi che gli valsero sei arresti in tutto, di cui cinque durante la sua militanza nei Doors. Il primo avvenne quando, a soli vent'anni, Morrison scrisse la sua firma sulla fedina penale. 

Era il 28 settembre 1963 e Jim frequentava l'Università Statale della Florida. Proprio durante una partita di football della scuola, al Cambpell Stadium, Morrison, gonfio di un'ingente quantità di vino, fece irruzione nel campo disturbando i giocatori. All'arrivo della polizia, rubò poi un ombrello e l'elmetto di un agente, facendosi rincorrere. Il risultato: arresto per disturbo della quiete e resistenza a pubblico ufficiale. E non passò molto tempo prima di un'altra visitina delle guardie. La seconda volta avvenne il 23 gennaio 1966, durante una gita tra amici. 

Il problema sorse quando, al ritorno, mancava uno dei due compagni di viaggio, Phil O' Leno. Il padre di questo, allora, chiamò la polizia che, interrogato Morrison, scoprì non solo che il cantante aveva vaneggiato di uccidere l'amico e di seppellirlo nel deserto, ma aveva anche baciato una ragazzina minorenne, di 14 anni. Così venne arrestato per violenza sessuale e tenuto in custodia fino al ritorno di Phil, quando le accuse furono ritirate. Altro giro, altro anno, altro arresto. Siamo ora nel 1967, più precisamente il 10 dicembre

Questo è uno dei casi più eclatanti di diatribe con la legge di Jim. Accadde infatti che, durante un concerto dei Doors a New Heaven, Connecticut, il frontman fu accusato di incitazione a rivolta e indecenza. Sembra che poco prima del live fosse stato sorpreso da un poliziotto nei camerini ad amoreggiare con una ragazza. Questo quindi lo avrebbe preso a manganellate dopo una sua rispostaccia, non riconoscendolo come il cantante dei Doors. Poco dopo, dunque, Morrison si sarebbe vendicato sul palco, sbeffeggiando la polizia con la canzone Back Door Man, impreziosita da altrettante parolacce. 

E queste compaiono ancora in veste di scherno il 28 gennaio 1968, durante una sosta di Morrison e dell'amico scrittore Robert Glover a un night club di Las Vegas, il Pussycat a Go-Go's. Qui, il capelluto cantante decise di fumarsi una sigaretta come uno spinello, destando l'attenzione di un agente. In un crocevia di insulti e parolacce, l'allegro incontro si concluse in una cella, con tanto di appellativi dispregiativi delle guardie per via dei capelli lunghi di Jim e Robert. Grazie alla fidanzata di quest'ultimo, però, la cauzione fu pagata

Così arriviamo al 1 marzo 1969, durante un altro esplosivo concerto dei Doors a Miami per lanciare il nuovo album, THE SOFT PARADE. Qui, sulla canzone Touch MeJim avrebbe dato sfogo alla sua verve sensuale togliendosi la maglietta e poggiandola sull'inguine a simulare l'atto di masturbazione, oltre a inneggiare il pubblico alla rivoluzione. Venne quindi accusato di atti osceni in luogo pubblico, ma non scontò mai i sei mesi di carcere datogli perché il lungo iter burocratico fu interrotto dalla sua morte, due anni dopo. 

L'ultimo atto lascivo di Jim avvenne il 4 agosto 1970 e, paradossalmente, fu meno vistoso degli altri. Semplicemente Morrison si addormentò ubriaco davanti a un'abitazione privata e, dopo l'arresto e il pagamento di una cauzione di 25$, venne rilasciato. Così tante sono le bellissime canzoni dell'artista quante le sue foto segnaletiche, traccia inestinguibile del profilo umano, oltre che artistico, di Jim Morrison.

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