Quali sono i vinili italiani più rari da scovare?

Il vinile è amato dai collezionisti perché tanto corporeo e tangibile in confronto alla smaterializzazione della musica digitale. Ma quali sono oggi le opere italiane più ricercate sul mercato?

Non sono passati molti anni da quando Ringo Starr ha venduto la primissima copia con numero di serie del WHITE ALBUM dei Beatles, datata 1968 e appartenuta a John Lennon. Ecco, basta pensare alla peculiarità di quell'album per tracciare una sequela di dischi con una storia altrettanto preziosa. Dai Sex Pistols, a David Bowie, fino ai Queen, i vinili internazionali suscitano l'appetito dei più famelici collezionatori. E gli album italiani non sono da meno, con una lista ufficiale di dieci vinili del canto italiano a cui si affiancano perle del prog anni '70.

Così, spulciando in ogni dove, il primo posto lo occupa Vasco Rossi con il suo album di debutto ...MA COSA VUOI CHE SIA UNA CANZONE...(1978). Un prodotto inciso su LP, che la Sony ha ristampato recentemente, con l'originaria e iconica copertina della matita di Vasco, e una quotazione che oscilla dai 2000 ai 3000 euro. E si tratta proprio di una chicca se pensiamo che inizialmente furono distribuite solo 2000 copie  del disco tra Lombardia ed Emilia Romagna. Tuttavia non dimentichiamoci che il vero simbolo estetico della discografia italiana anni Settanta è il salvadanaio del Banco Del Mutuo Soccorso

E, se l'originale di Vasco comprendeva fotografie e scritti inediti, l'album omonimo della band di Francesco Di Giacomo vanta una confezione finemente curata. Dal rilievo della sagoma, alla linguetta fotografica estraibile con impressi i musicisti, fino alla data sovraimpressa (22/04/1972). Il suo valore, inestimabile a livello artistico, non riflette la controparte economica: 500 euro. Scendiamo di poco in classifica per incontrare Mia Martini con il suo CICA CICA BOOM (1990) su un formato 12" Maxi e mai commercializzato. Trattasi di un Maxi Single creato appositamente su una cover di Carmen Miranda e tratteggiato da una copertina allusiva in una cornice di banane. 

Chiamiamo in causa anche il romantico Lucio Battisti, che non poteva farsi sentire con il suo singolo del 1966 inciso da Ricordi. Stiamo parlando di DOLCE DI GIORNO/PER UNA LIRA, classico 45 giri dove i 3 minuti per lato accolgono canzoni già edite e scritte da Battisti per altri artisti, rispettivamente i Dik Dik e i Ribelli. Delle 1000 copie stampate, solo la metà furono vendute, gettando le altre nel macero. Ecco perché è così inedita quest'opera, che è quotata sui 1000-1500 euro. Poco di meno per Adriano Celentano, il cui doppio EP con otto cover in tutto di brani rock 'n roll si trova a 700 euro

I due dischi rappresentano l'esordio su vinile del cantautore, per la prima volta a fianco del sassofonista Eraldo Volonté & His Rockers. Diverso è invece il caso di Fabrizio De André, il cui LP più raro, anche se non il più costoso, è quello inciso prima della sua morte, nel 1999. S'intitola ANIME SALVE (1996), creato su collaborazione con Ivano Fossati e può arrivare ai 600 euro di valutazione. Come nel caso dei Beatles, il tocco in più è dato dalla numerazione delle poche copie messe in commercio. E dalla bambina vestita a festa sulla copertina seppia di De Andrè passiamo al primo piano del volto estasiato di Mina. 

Questo rispecchia la consapevolezza di un vinile molto raro, MINA PER VOI (1969), inciso in poche copie a causa del repentino passaggio della cantante dalla casa discografica Ri-Fi alla PDU. Il suo valore si posiziona tra i 1000 e i 2000 euro. E se la verità sta nel mezzo, allora Rino Gaetano mantiene il giusto equilibrio, con la rinascita del suo primo LP del 1974, INGRESSO LIBERO, del valore di 1500 euro. Quello per le copie superstiti, non bruciate dallo stesso artista al momento della loro mancata vendita. Ma una storia ancora più curiosa è quella riguardante i Pooh che, in quanto a classifiche, soprattutto negli anni Settanta, svettano sempre. 

Così il loro CONTRASTO (1968), album di pezzi scartati pubblicati dalla Vedette a insaputa della band, venne subito ritirato dal mercato, per un valore attuale di 1200 euro circa. Per chiudere in bellezza, poi, il caso di Franco Battiato, artefice del 45 giri VENTO CALDO/MARCIAPIEDE (1971), come nel caso di Mina, mai commercializzato. Da qui si può poi tracciare un più ampio raggio che vede tra gli artisti italiani più ricercati dai collezionisti Celentano, i Liftiba e Vasco Rossi. Rimangono poi delle esperienze più di nicchia come i Capitolo 6, i Diapason, gli S/T e La Seconda Genesi. Gruppi progressive di mirabile ricercatezza e sempre di fattura italiana. 

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