10 celebri canzoni odiate dai rispettivi artisti

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Una hit sancisce nel bene e nel male la carriera di un musicista, diventando lascito ereditario per intere generazioni. Volete conoscere 10 brani famosi più amati dai fan che dai loro interpreti?

Smells Like Teen Spirit (1991), Nirvana 

Iniziamo con il caso forse più eclatante dell'intera discografia rock. Si tratta della celebre hit dei Nirvana che lanciò il loro album NEVERMIND. Ebbene, nonostante la canzone abbia una genesi curiosa e particolare e sia stata passata su MTV milioni di volte, ipnotizzando la generazione anni Novanta, e non solo, a Kurt Cobain il pezzo non piace per niente. Tanto che, nel 1994, in un'intervista a «Rolling Stone», il frontman disse addirittura che performare la canzone ormai lo imbarazzava. 

Wonderwall (1995), Oasis

Strano che Liam Gallagher abbia avuto da ridire su qualcosa. Soprattutto su un brano che, uscito con il secondo album degli Oasis, (WHAT'S THE STORY) MORNING GLORY?, del 1995, suscitò un enorme apprezzamento collettivo. E proprio su questo ebbe da ridire Gallagher, stanco del motivetto che tutti andavano cantando, tanto che, nei tour americani il cantante veniva appellato come "Mr. Wonderwall". Così, con la classica cornice di parolacce, Liam disse chiaramente che quel pezzo era tutt'altro che wonder. 

Creep (1993), Radiohead

Considerata dalla critica come una delle canzoni più tristi della storia, la punta di diamante dei Radiohead conobbe un successo stellare all'inizio degli anni Novanta. Tuttavia, sin da subito, i membri della band avvertirono il brano come un peso costrittivo, legato all'esigenza dei fan di vederlo performare in ogni loro concerto. Thom Yorke e soci volevano invece andare avanti, esplorare nuovi orizzonti musicali, ma rimanevano sempre ancorati al loro macigno stellato, tanto che iniziarono a deformarne il titolo in Crap e poi smisero di suonarlo per diversi anni. 

Stairway To Heaven (1971), Led Zeppelin 

Anche in questo caso un leggendario brano, avvolto da quell'aura dionisiaca e onirica che ha contraddistinto le sue origini, non è amore eterno per il suo cantante, Robert Plant. Quando infatti uscì nel 1971, come quarta traccia di LED ZEPPELIN IV, la sua discendenza era già scritta nel firmamento dei brani più iconici della storia. Tuttavia, 17 anni dopo, nel 1988, il fascinoso frontman disse che quel pezzo non lo rispecchiava più, lo stancava e non avrebbe più sortito l'effetto magico del suo esordio. 

Strangers In The Night (1966), Frank Sinatra

La title track dell'omonimo album del 1966 di Frank Sinatra è un'altra canzone che il suo interprete avrebbe voluto far cadere nel dimenticatoio. Nonostante questa si avvalga di quella sinuosa combinazione swing e jazz e dimori in un album vincitore di numerosi premi, tra cui un Grammy, a Sinatra non piaceva per niente. Più volte affermò come fosse la peggior canzone che avesse mai sentito, rimarcando il suo disgusto prima di ogni sua performance. 

Heart Of Gold (1972), Neil Young

Questa canzone non è solo una delle più conosciute e amate del gruppo Crosby, Stills, Nash & Young, ma dà anche il titolo al documentario/concerto di Young del 2006. Quando però il cantautore canadese la inserì nella sua raccolta di greatest hits del 1977, DECADE, mostrò un certo risentimento verso il brano, tratteggiandone il controverso rapporto. Dalle sue parole sfuma come questo lo abbia abbandonato su una strada e condotto in un fosso, dove però ha trovato anche delle persone interessanti. Non tutto il male vien per nuocere, insomma. 

Shiny Happy People (1991), R.E.M.

Ma quanto è famosa e amata questa hit cantata da Michael Stipe? Tantissimo, forse troppo a detta dello stesso frontman, che l'ha descritto come un brano eccessivamente pop. Così, nonostante la canzone sia stata in grado di brillare sul settimo album in studio dei R.E.M., OUT OF BLUE, Stipe ha più volte ricordato come vorrebbe che la sua band fosse ricordata in eterno, ma forse non per quella precisa canzone, che non rispecchia la loro maggior ricercatezza estetica.

Like A Virgin (1984), Madonna

Brani come Holiday, Material Girl Like A Virgin hanno coniato una precisa estetica anni Ottanta guidata dallo spirito carismatico di Madonna. Così ci sembra assurdo che brani così esplosivi e dirompenti, cantati da tutti a gran voce, siano poco apprezzati dalla sua cantante. Dietro c'è sempre un gusto personale, oltre alla serializzazione performativa che fa perdere quel tocco in più al brano. Madonna ha detto quindi che performerebbe ancora queste canzoni solo a un prezzo minimo di 30 milioni di dollari, e che non vuole sentirle più. 

(You Gotta) Fight For Your Right To Party (1986), Beastie Boys

In questo caso i dissapori tra canzone e artisti sono legati a un'interpretazione deviata del messaggio del brano. Quando infatti il trio rap-rock newyorkese uscì con il suo debutto, LICENSED TO III, tutti si affannarono intorno al successo della settima traccia, per non contare che l'album fu inserito tra i migliori 100 debutti di «Rolling Stone». Tuttavia, proprio la canzone guida doveva essere una critica sarcastica al sistema edonista da confraternita e al mood disinteressato e senza conseguenze dei giovani festaioli. Ma furono questi ultimi a prendere il brano alla lettera, facendone un inno al divertimento che non piacque alla band.

Cherry Pie (1990), Warrant

Chiudiamo in bellezza con la canzone più roboante della band hair metal degli Warrant, conosciuta altrettanto per il suo iconico video. E proprio a quest'ultimo è legato il boccone amaro che dovette ingoiare il cantante Jani Lane quando la modella del videoclip e sua moglie, Bobbie Brown, lo lasciò. C'era poi uno sfondo compositivo che non piaceva più alla band una volta ascoltato e riascoltato. Così Lane arrivò a dire che si pentiva di quel pezzo e che, tornando indietro, non l'avrebbe più riscritto

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